L'ira di Monti: «Noi virtuosi ma puniti»

di Annalisa D'Aprile wROMA L'ombra del declassamento di Moody's dei titoli di stato italiani, ormai a due passi dal livello "spazzatura", arriva a Sun Valley, negli Stati Uniti, una manciata di minuti prima di Mario Monti. E la prima cosa che il premier italiano, volato tra le montagne di Idaho per promuovere l'affidabilità economica del nostro Paese davanti a mostri sacri della comunicazione e fondatori di imperi finanziari, si trova invece a dover dire è: Siamo virtuosi e invece di premiarci ci puniscono. Così il tiro mancino sferrato da Moody's proprio nel giorno dell'Italia al cospetto dei guru della new economy diventa un boomerang. La Commissione europea critica l'agenzia di rating. Perfino i mercati restano di stucco. Mentre Monti alla Conference di Allen & Company (la banca d'affari che dal 1983 organizza il raduno) conquista tutti. Al punto che per gli investitori americani sarebbe meglio se rimanesse al governo anche dopo il 2013. E tra quegli investitori ci sono personaggi come Bill Gates (fondatore di Microsoft), Mark Zuckerberg (l'inventore di Facebook), l'editore Rupert Murdoch, Tim Cook e Larry Page, alla guida di Apple e Google, Dick Costolo, ad di Twitter, Jeff Bezos, ad di Amazon, Muhtar Kent, proprietario del colosso Coca Cola. A riferire da San Valley le parole del presidente del Consiglio - intervistato dal giornalista della Cbs Charlie Rose - è l'imprenditore Gianfranco Zoppas che, insieme, al presidente della Fiat, John Elkann, ha assistito al suo intervento. Monti parla di un'Italia che sta portando avanti un programma di austerity, intralciato da disturbi esterni, da esasperazioni e choc innescati da parte di Paesi terzi. La missione del professore al conclave di Sun Valley è rassicurare che non siamo un Paese a rischio fallimento e, quindi, convincere a investire. Così spiega che il nostro sistema bancario è solido e che sul fronte della riforma del lavoro si è appena cominciato e occorre fare di più. Il suo messaggio è di fiducia sulla situazione europea ed italiana, ed è proiettato sempre verso il futuro quando sottolinea che i cambiamenti culturali richiedono tempo, e sofferenza. Ma non nega, in qualche modo, gli errori del passato quando dice che il popolo italiano ha bisogno di essere governato e finora non ha incontrato il governo giusto. Bill Gates chiede a Monti se l'Italia saprà essere virtuosa e dare seguito alle riforme. Il premier risponde con un paragone fra Stati Uniti e Ue, precisando che la problematica è la capacità di esprimere una leadership comune. Lancia anche qualche stoccata all'Ue dicendo che l'Italia è sottovalutata e che ha dato molto all'Europa, non ricevendo altrettanto in cambio. Risultato: il professore porta a casa applausi e apprezzamenti. Il miliardario Warren Buffett e il governatore del New Jersey, Chris Christie, dicono che l'Italia è fortunata ad avere questo presidente. Il successore di Steve Jobs, Cook, definisce il suo intervento bello, eccellente. I big dei media e dell'hi-tech sono così conquistati che all'annuncio di Monti di lasciare il 2013, Howard Stringer, presidente del cda Sony replica: Sarei più felice se restasse. ©RIPRODUZIONE RISERVATA