Volunia, così Padova sfida i colossi Google e Facebook

di Albino Salmaso PADOVA «Seek & meet»: cerca nella rete del web e incontra il box sociale. La sfida a Google, Yahoo, Facebook e Twitter si chiama Volunia e l'ha lanciata Massimo Marchiori, che nel 1996 ha inventato Pagerank, l'algoritmo che ha fatto la fortuna di Larry Page. Sedici anni dopo, il genio della matematica cresciuto a Venezia prima di diventare associato all'università di Padova con uno stipendio di 2500 euro al mese, torna a scommettere sull'Italia con uno staff di 9 giovani ricercatori, scelti tra i migliori cervelli dell'ateneo. L'avventura è partita tre anni fa e ieri Marchiori l'ha presentata al Bo, a pochi passi dalla cattedra dove insegnò Galileo: «I soldi? Non sono tutto, c'è dell'altro nella vita: sono convinto che Volunia rappresenti una grande innovazione per l'Italia, che sta attraversando una fase critica. Anche noi possiamo fare cose belle, basta rimboccarsi le maniche, le idee ci sono». E a chi gli obietta che se fosse rimasto in California con lo staff di Google o all'università di Stanford oggi sarebbe un nababbo da classifica di Forbes, Marchiori risponde con un sorriso: «Ho molta fiducia nel mio Paese e nei ragazzi che hanno deciso di sostenere questa avventura. Hanno lasciato un lavoro sicuro e sono diventati miei soci. E' un segnale di grande ottimismo e orgoglio: oggi l'Italia e Padova sono al centro del mondo con una diretta mondiale sul web», spiega il genio dell'algoritmo, che in diretta streaming manda l'immagine della basilica del Santo e di frate Antonio, patrono anche di chi cerca. Ma Volunia vuole sfidare Google? «Ma no, ma no. Sarebbe assurdo. Oltre ai siti correlati alle parole cercate, noi forniamo una mappa che rimane sempre visibile e permette una migliore navigazione al suo interno. La parte meet è invece quella che permette la socialità, facendo vedere chi sta navigando all'interno delle pagine cercate, e di interagire con lui». E sullo schermo del solenne Archivio Antico del Bo, compare un'immagine eloquente: un bambino che lotta con un gigante del sumo. Nelle icone di Volunia c'è molto dell'italian style of life: dalla «500» del miracolo degli anni Sessanta alla new 500 di Marchionne e Montezemolo, anche se l'immagine scelta per lanciare la sfida è l'elicottero con cui ci può alzare in volo e guardare la luna. «Volunia» è un acronimo che suona molto bene in americano, sembra quasi voluttuosità, dice Marchiori, che ha scelto dodici lingue per comunicare al web la rivoluzione. Un'avventura nata con Mariano Pireddu, ex socio di Tiscali, che ha finanziato la start up con 2 milioni di euro. Poi hanno acquistato un capannone a Vigonza ed è iniziata la corsa ad ostacoli contro la burocrazia e il deficit di infrastutture del Nordest. Altro che fibra ottica e cablatura wi fi: la Telecom ha bloccato il collegamento perché non c'era spazio nella condotta e l'Enel ci ha messo due mesi per allacciare la corrente. Quanto basta per scappare a gambe levate non a Stanford o a Boston ma appena fuori confine e invece Massimo Marchiori, da perfetto italiano, ha installato un'antenna parabolica e ora spera che la fortuna lo assista. In Sardegna invece ci sono 3 dipendenti per il collegamento col data center di Tiscali, un server in grado di competere con i colossi. E se la grande avventura di internet diventa business nel 1998-99 con il boom della net economy, oggi il sogno si ripete. In America c'è la febbre per la quotazione di Facebook: entro l'estate un miliardo di amici faranno la felicità di Zuckerberg. E Volunia? Piano, piano, è appena partita...