Il digitale terrestre cancella le tivù locali

Con l'introduzione del digitale terrestre rischia di chiudere - o comunque di vedere ridimensionata la propria attività - l'emittenza televisiva locale.
L'allarme è lanciato dalla principale emittente trevigiana, Antennatre Nordest, che fa capo all'industriale Thomas Panto, che insieme a 7Gold e Rete Veneta ha promosso un ricorso al Tar contro il Piano nazionale delle frequenze pubblicato dall'Agcom, l'Autorità garante delle comunicazioni.
Al Veneto sono state assegnate 27 frequenze, attribuite ai principali gruppi televisivi nazionali (Rai e Mediaset), a La 7, a Rete A e persino a Rete Capri. Ma non c'è spazio per l'emittenza locale, costretta ad occupare frequenze attribuite ai canali di Slovenia e Croazia. E il prossimo 15 ottobre, data di entrata del digitale, potrebbe segnare una grave ferita all'emittenza locale.
«E' una decisione che non sta né in cielo né in terra, direi di stampo sovietico - si arrabbia Thomas Panto - è come se il ministro delle Attività produttive dicesse agli imprenditori di un settore: bene, da domani questo settore è nazionalizzato. Nell'emittenza ci sono fior di investimenti, addetti e un indotto economico significativo: con questa decisione lo Stato rischia di farci chiudere. Spero si tratti un grossolano errore, perchè altrimenti sarebbe a rischio l'intera nostra attività». Il ricorso al Tar sarà depositato nei prossimi giorni al tribunale amministrativo del Lazio, competente per il Piano nazionale delle frequenze. Ma Panto accusa: «Una decisione di questo genere non può passare, abbiamo interessato della questione i politici competenti e ci aspettiamo che ci diano assoluta ragione».
Il gruppo televisivo di San Biagio, fondato nel 1978, occupa attualmente un centinaio di addetti, per un volume di ricavi di circa dieci milioni di euro. Secondo una recentissima indagine è tra i marchi più conosciuti dell'emittenza televisiva.
Più del 50 per cento dei telespettatori veneti guarda abitualmente le emittenti locali. Ma il dato più eclatante di una ricerca compiuta dalla SWG è che queste tv risultano essere più credibili dei network nazionali. La più conosciuta e la più seguita è, appunto, Antennatre Nordest. La preferita dai veneti è Canale 5 (22 per cento), seguita da Rai 1, Rai 3, Italia Uno e via scorrendo.
Ma quel che colpisce sono i dati riguardanti la tv locale: ben il 56 per cento degli intervistati la guarda abitualmente, il 29 per cento occasionalmente e una buona parte ha programmato queste emittenti nei primi 9 canali del telecomando. La ricerca è stata effettuata su un campione statistico di 800 cittadini veneti maggiorenni.

(Daniele Ferrazza)