Galan boccia l'accordo e attacca il Sud

VENEZIA. Il presidente del Veneto Giancarlo Galan, boccia quasi senza appello la mediazione raggiunta ieri, anche se conferma per l'ennesima volta che non abbandonerà il tavolo delle Regioni e si impegna a rispettare l'impegno assunto con la bozza Variati, che però, sottintende impegna anche il Centrosinistra a tutti i livelli e quindi anche il Governo e il Sud, che replica seccato con Loiero.
«Ancora una volta abbiamo dovuto sopportare la pena della distanza che ci separa quasi geneticamente da chi ha responsabilità politica e amministrativa in Campania e in Calabria - ha commentato Galan, contraddicendo la moderata soddisfazione del suo assessore Isi Coppola - E' ovvio che non ci alzeremo dal tavolo del confronto, ma mi rivolgo al presidente Vasco Errani, chiedendogli di non prestarsi più alla corsa al ribasso giocata sulla pelle del federalismo fiscale da parte di Regioni che si dimostrano estranee alla cultura politica repubblicana e riformista. Confesso tutta la mia tristezza di fronte alla fatica che si fa nel dover sopportare i lati peggiori di una classe politica meridionale che condanna il nostro Sud ad una condizione di inferiorità democratica assai grave». Secondo il presidente del Veneto «c'è un'evidente frattura nel centrosinistra a livello governativo che si ripercuote tra le stesse Regioni che fanno riferimento all'area di centrosinistra. Ciò nonostante, noi come Veneto restiamo fedeli all'accordo politico raggiunto con la nostra opposizione di centrosinistra, con quanto deciso con il capogruppo dell'opposizione Achille Variati, e questo perchè crediamo nell'urgente necessità di ottenere per i cittadini della nostra regione il federalismo fiscale e quanto può venirci da una coerente applicazione dell'articolo 116 della Costituzione. Attendiamo pazientemente l'esito degli ultimi confronti tecnici, ma dico a Errani che a dettare i tempi non ci sono solo la Campania e la Calabria».
«Se il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, avesse pratica di democrazia, intanto avrebbe partecipato alle riunioni della Conferenza dei presidenti invece di starsene lontano da Roma. In quella sede, se mai ne avesse avute, avrebbe potuto esprimere le proprie idee sul federalismo fiscale ed eventualmente farle valere. L'albagia non lo fa certo accreditare come uomo politico». La replica velenosa e secca è del presidente della Regione Calabria, Agazio Loiero: «E' proprio singolare - sostiene Loiero - sentir parlare di riformismo e di cultura politica un presidente che non ha mai partecipato, neanche in una occasione storica come questa ad alcun incontro, dove eventualmente avrebbe potuto curare gli interessi della propria Regione».