Maxiprocesso per ex dirigenti della Asl di Taranto

TARANTO.Ex dirigenti ed ex funzionari dell'Asl Taranto 1, la stessa dell'ospedale di Castellaneta da ieri nella bufera per morti sospette, sono coinvolti in un maxiprocesso - attualmente alle prime battute - per appalti pilotati e fatture false per migliaia di euro.
Il giudizio è scaturito da tre procedimenti giudiziari: i primi due riguardano le fatture gonfiate per i servizi assegnati alla «Global by Flight» e ad alcune società collegate, il terzo appalto per l'archiviazione ottica dei documenti delle disciolte Usl assegnato all'associazione temporanea d'imprese capeggiata dalla società «Ermete».
I 37 imputati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, truffa pluriaggravata, peculato, falso materiale, falso ideologico, abuso d'ufficio, corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, riciclaggio e favoreggiamento personale.
Le prime ordinanze di custodia cautelare furono emesse tra il 23 aprile e il 22 ottobre 2002 a carico, tra gli altri, degli ex direttori generali Vito Armenise e Giuseppe Brizio, dei funzionari e consulenti Asl Bruno Raffaele Lo Savio, Antonia Manghisi, Domenico Pepe e Vincenzo Castronuovo, dell'avvocato barese Nicola Serra, che per conto dell'azienda sanitaria avrebbe gestito il contenzioso col gruppo Parnasso, e dell'imprenditore Armando Parnasso, patron della società di logistica «Global by Flight».
Gli imputati avrebbero fatto predisporre e sottoscrivere i mandati di pagamento relativi alle fatture, false per gli inquirenti, ed avrebbero, inoltre, concesso incarichi alla società di Parnasso senza espletare come richiesto dalla legge la necessaria gara d'appalto.
Nel processo si parla anche di corruzione.
L'ex manager dell'Asl Vito Armenise è accusato di aver firmato una serie di mandati di pagamento in favore della Global in cambio di una tangente di tre miliardi di lire, in parte impiegata nell'acquisto di immobili, nella ristrutturazione di una villa e nell'acquisto di un'autovettura Mercedes.