Ricovero coatto: condannati l'ex sindaco e due medici

FONTE.L'ex sindaco di Fonte Armando Gazzola, l'Asl 8 di Montebelluna e due medici, Pio Brolese e Marino Moro, dovranno sborsare 100 mila euro. L'ex ispettore dell'Ente nazionale prevenzione infortuni di Fonte Sergio Tegani, infatti, ha vinto la causa civile davanti al Tribunale di Venezia e nei giorni scorsi il giudice Enrico Stefani ha depositato la sentenza con la quale ha disposto il risarcimento nei confronti dell'uomo che era stato sottoposto al trattamento sanitario obbligatorio (Tso), un ricovero coatto di dodici giorni nel luglio 1999, presso il servizio Psichiatrico di Montebelluna.
Il sindaco aveva firmato l'ordinanza nel timore che Tegani potesse «compiere una strage», viste le sue condizioni instabili e visto che possedeva una pistola. «La proposta avanzata dal dottor Brolese e fatta propria dal Moro - scrive il magistrato veneziano - non ebbe a monte alcun approccio concreto e reale: addirittura il primo non visitava Tegani da molti anni. Neppure Moro l'aveva in cura quale paziente». Nella sentenza si spiega che il Tso deve riguardare soggetti affetti da malattie mentali che necessitino urgenti interventi terapeutici e per i quali non sia possibile adottare misure extraospedaliere.
«Tegani soffri, senza dubbio, un ricovero coatto senza che ne sussistessero le condizioni di legge» sottolinea il magistrato, che prosegue, spiegando che l'uomo aveva manifestato negli ultimi anni un alto tasso di litigiosità, era inoltre proprietario di un'arma e che questa circostanza costituiva oggetto di grande preoccupazione, ma sottolinea che il «Tso non è strumento preventivo». Comunque, per il giudice nelle condotte di Gazzola, Brolese e Moro non si riscontra alcuna condotta dolosa, «palese, invero, molto semplicemente è l'ignoranza della legge». In sostanza, vi sarebbe stato «un colposo travisamento delle finalità del trattamento sanitario obbligatorio».
Per quanto riguarda le cifre, la sentenza afferma che ovviamente non si tratta di un danno patrimoniale, bensi di un risarcimento «per il torto subito e riferito alla sfera della dignità personale di Tegani, come da lui vissuta e come percepita dall'ambito sociale». L'ex ispettore dell'ente prevenzione infortuni, con gli avvocati Enzo Conte, Simone Perazzolo e Roberto Zanata, aveva chiesto cinque miliardi di vecchie lire e aveva coinvolto anche il ministero dell'Interno. Il giudice veneziano, invece, ha ritenuto che il Viminale non abbia avuto alcun ruolo e ha limitato i danni a 100 mila euro più le spese legali per 20 mila euro.
(Giorgio Cecchetti)