Paciaroni, Aleff e gli altri

PADOVA. Ce ne sono da vendere, per l'appunto, tra maghi, cartomanti, astrologi e piazzisti di talismani nelle tivù private, a telepromuovere le loro taroccate. Imperversano, con il loro eloquio ridondante e con le manone in primo piano (capita anche che si vedano sempre e solo quelle) a rigirar carte e rispondere ai quesiti di chi telefona. Salvo poi suggerire alla signora abbandonata dal marito o a quella preoccupata per il figlio, che la faccenda non è da poco.
E che è meglio «incontrarsi a tu per tu nel mio studio», luogo dove fioriscono spesso i bidoni e sempre gli affari, per il mago.
La folkloristica regina della locale categoria è la mitica Paciaroni, al secolo Nicoletta Ciambotti: abita in provincia di Treviso e con la televendita di se stessa ha fatto una fortuna. Fino a un anno fa troneggiava dallo schermo di Teleserenissima di Rubano, poi ci sono stati problemi e ora tra veggente ed emittente c'è una causa in corso. Ex attrice o giù di li, ora maestra di vita o terapeuta spirituale, «fisico statuario» dice di sè, imponente e generosa con le scollature, affacciata al tavolino guarda le carte e pontifica: ora suadente ora imbufalita, la sua televendita è un vero show.
E ha fatto scuola, il Paciaroni style, tanto che la segretaria Francesca Sarti ora Wauser prima ha imparato, poi si è messa in proprio: anche lei dalle tivù (La8 e La9) si strizza le meningi e legge passato, presente e futuro di chi telefona. Oltre a ricevere clienti in studio.
Le due, assieme a parecchi altri, sono invise ad un altro mago ben radicato nel territorio, che tra veggenti probabilmente si leggono nel pensiero e i veleni scorrono a fiumi: si tratta di Franco Friuli-Aleff il quale ha un sito internet che si chiama «Fatti&misfatti», dove dice peste e corna di parecchi colleghi con il piglio di uno del Cicap (comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale).
C'è poi il mago Alex che legge le carte e prevede l'imprevedibile una volta alla settimana dallo schermo di Triveneta, il mago Sorrentino, specializzato in astrologia calcistica, la maga Holenya e via taroccando.
Finire in tribunale, trascinati da qualche cliente che si è sentito truffato, è l'inciampo più frequente per i maghi. Per la gran parte delle volte, se la cavano alla grande. Il perché lo spiega Mario Bacchiega, classe '26, avvocato di Rovigo, docente di Storia delle Religioni alla Pontificia facoltà teologica, studioso e grande esperto di paranormale.
«La difesa dei maghi punta sempre sul fatto che i presunti raggiri sono cosi evidenti da non potersi configurare come truffa. E molto spesso i maghi vengono assolti. Se un tizio fa una carta di identità falsa, scritta a mano, me la spaccia per vera e mi chiede dei soldi, è evidente che vera non è, anche uno stupido lo capirebbe. Non c'è truffa. C'è solo l'imbecillità di chi ci casca».
E' impietoso l'avvocato Bacchiega con la gente che si rivolge ai maghi, per lui in questo caso la buona fede ha un altro nome: stupidità. «La gente si lamenta di subire raggiri da questi personaggi? Non siete vittime, siete stupidi. Dovete imparare a vivere, dovete essere adulti al punto da capire che nessuno ti può guarire dal cancro con una tisana. E' un pubblico di stupidi e chi è causa del suo mal pianga se stesso».
Ma qualcuno di serio ci sarà, tra tutti questi maghi? «Un conto sono i fenomeni paranormali seri», continua Bacchiega, e cita Roll ma anche il profumo di violette di Padre Pio; «dobbiamo prendere ogni singolo fatto, chi vede a distanza, chi vede il futuro, chi guarisce, i miracoli di Lourdes, e studiarlo, analizzarlo. Ma altro conto è l'accozzaglia dei maghi da tivù, quelli che predicono il futuro, che leggono le carte, che guariscono, oltretutto gente mentalmente mediocre. E' roba da codice penale non da scienze occulte o scienze religiose che alla fin fine pure si occupano dell'occulto».
Anche l'avvocato Mario Bacchiega comunque ha il suo spazio in tivù, precisamente sul La9, non è una televendita ma una trasmissione, va in onda ogni sabato alle 20: in questo periodo il tema che tratta è la ricerca di un punto di contatto tra conoscenza scientifica e conoscenza religiosa.