Letta: "Solo noi possiamo fermare la destra, se perdiamo non saremo 'protezione civile'"

video "Il grande rischio è che il centrodestra abbia una affermazione che, con questo sistema elettorale molto maggioritario, gli consenta di cambiare la Costituzione da solo. Di fronte al centrodestra c'è una unica coalizione, la nostra. Tutti gli altri voti nei collegi uninominali non hanno alcun effetto se non quello di aiutare la destra. Con questa legge elettorale chi vince può prendere il 70% dei seggi pur avendo il 43% dei voti". Lo ha detto il segretario del Pd Enrico Letta a Radio Capital."Non c'è nulla di antidemocratico: il voto lo decidono i cittadini. Ma per me la questione grave è il presidenzialismo: con una maggioranza larga possono cambiare la Costituzione da soli e cacciare Mattarella, come ha fatto intendere Berlusconi. In Italia oggi presidenzialismo significa pieni poteri. Il voto è sacro: dura per cinque anni. Se noi vinciamo governiamo, se no andiamo alla opposizione. Non saremo la 'protezione civile'. Non sarà come nella legislatura precedente con tre governi diversi per il M5S.Stavolta chi vince governa per cinque anni", ha concluso.

Letta e l'agenda Pd: "Energia, lavoro e diritti. Salvini vuole la famiglia alla Orban, noi no"

video "In questo momento c'è un unico grande tema: come abbattere i costi dell'energia, perché le bollette sono arrivate a un tale livello che non si può andare avanti così. Questa settimana che si apre è decisiva per trovare una soluzione", così Enrico Letta a margine del Festival di Dogliani. Il segretario Pd elenca poi gli altri temi che il suo partito considera fondamentali per l'agenda del prossimo governo: lavoro e diritti. "La nostra società non può essere basata, come dice Salvini, sul modello di famiglia ungherese alla Orban. I diritti individuali devono essere basati sull'autodeterminazione delle persone".di Francesco Doglio

Enrico Letta sul voto del 25 settembre: "Se vince la destra il primo a brindare sarà Putin"

video "Se il 25 settembre alle 23 vincesse la destra in Italia, il primo a brindare sarebbe Putin. Sarebbe naturale visto il livello di legame che Salvini e Berlusconi hanno storicamente con lui. Legami mai negati". Così Enrico Letta, segretario Pd, commenta a margine del Festival di Dogliani un'eventuale vittoria della destra alle elezioni del prossimo 25 settembre.di Francesco Doglio

Letta, dalla Festa de l'Unità agli industriali di Cernobbio: "Il Pd parla a tutti"

video "Il Partito Democratico parla a tutta l'Italia e punta a prendere i voti di tutta l'Italia. Oggi sono qui ma poi sarò alla festa del partito a Reggio Emilia. Il nostro essere partito di popolo ci consente di essere europeisti e affidabili, in grado di prendere impegni a livello europeo e a mantenerli". Il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, a Cernobbio per il Forum Ambrosetti, risponde così a chi gli chiedeva a che tipo di elettorato il Pd si stia rivolgendo in campagna elettorale, se quello delle Feste de l'Unità o quello del gotha dell'economia italiana riunito sulle sponde del lago di Como. Letta, per altro, è giunto a Cernobbio con un giorno d'anticipo rispetto a Salvini, Meloni, Conte e Tajani con i quali avrà domenica mattina un confronto di fronte agli uditori del forum: "Bruciare le tappe sugli altri? No, sono venuto qui soprattutto ad ascoltare", ha detto Letta. di Andrea Lattanzi

Metropolis/176 - Elezioni, Bonino canta con le donne ucraine "Bella Ciao " e "Roma non fa' la stupida"

video Chiusura itinerante della campagna elettorale per +Europa, che a bordo di un bus "Double Decker" stile inglese ha attraversato le vie di Roma. Per Emma Bonino, Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi prima tappa davanti all'ambasciata russa per incontrare i rappresentanti della comunità ucraina che protestavano contro Mosca. Alcuni di loro sono saliti sul bus e, insieme a Bonino, hanno intonato 'Bella ciao' e diverse canzoni della tradizione popolare italiana. Il bus è partito da piazza della Repubblica e ha ospitato a bordo per un tratto, anche il segretario del Pd Enrico Letta. Immagini di Giulio Ucciero