di Vincenzo Iorio wCUORGNÈ Il primo approccio era stata una rapina in casa. Poi intimidazioni, danneggiamenti e una richiesta da 200mila euro per essere lasciato in pace. È cominciato ieri il processo per i fatti che nell’estate del 2013 videro come vittima Mauro Aira, il noto imprenditore
CUORGNÈ È un racconto di droga, carcere e riti di affiliazione. Il nuovo pentito in mano alla Direzione distrettuale antimafia di Torino ha cominciato a parlare. Venerdi mattina, alle 9, alla Corte d’appello dov’è in corso il processo Minotauro, Nicodemo Ciccia, 43 anni, affiliato alla loc
CUORGNÈ Minotauro non si ferma, anzi. L’inchiesta che ha messo in luce quanto la criminalità organizzata abbia saputo infiltrarsi fino ad arrivare al cuore delle istituzioni va avanti, al di là dei processi e del primo grado di giudizio. La novità dell’ultima ora è rappresentata dal fatto
RIVAROLO Lunedì nella Corte d’appello di Torino è cominciato il processo di secondo grado nato dall’indagine Minotauro, quella che ha messo in luce la presenza e le infiltrazioni della ’ndrangheta a Torino e nel Canavese. Settanta i presunti affiliati alla cosca mafiosa e fiancheggiatori c
CUORGNÈ. È un punto fermo. La sentenza del processo Minotauro ha stabilito che a Torino e provincia esiste la ’ndrangheta. Di 74 imputati, 36 sono stati condannati, e tra questi 23 sono stati incolpati del cosiddetto 416 bis, cioè l’associazione a delinquere di stampo mafioso. Ventuno le p
CUORGNÈ La Corte d’appello conferma la condanna a Bruno Iaria e alla maggior parte dei componenti la locale di Cuorgnè, la cellula criminale legata alla ’ndrangheta. È l’esito della sentenza letta ieri pomeriggio, a porte chiuse, dai giudici della Quarta sezione penale del tribunale di Tor