Appennino bolognese, la frana avanza e fa paura. Sul posto coi vigili del fuoco: gli alberi crepitano
Video Scricchiolano gli alberi, tra queste case, in cima allo smottamento che sta tenendo in sospeso questo angolo di Appennino. La frana che si è riattivata nella borgata Cà di Sotto a San Benedetto Val di Sambro è guardata a vista da protezione civile, vigili del fuoco, carabinieri, esercito, tecnici regionali e della protezione civile, che sono sul luogo da stanotte per cercare di assicurare un passaggio all’acqua, nel caso in cui il torrente si chiuda definitivamente. Da un metro all’ora, misurata lunedì notte, la velocità è aumentata fino a 15-20 metri all’ora oggi e il fronte di frana, stimato attorno ai 700 metri, è arrivato nel torrente Sambro, nello stesso punto dove arriva lo stesso versante nel 1994. «La priorità ora è assicurare il deflusso dell’acqua», dice in mattinata il sindaco di San Benedetto, Alessandro Santoni, mentre a valle il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, ha raccolto i numeri delle 20 famiglie che abitano a ridosso del fiume, scendendo verso Rioveggio, nel caso in cui ci sia bisogno di evacuare. Nel frattempo, a monte di tutto, nel giardino della signora Valentina, nel giro di quattro giorni è prima comparsa una montagna alta 15 metri, dove prima c’era una valle, e ora è un susseguirsi di crepe, alberi inclinati e laghetti che si formano e si svuotano nel giro di poche ore. Basta fermarsi ad ascoltare, per sentire gli alberi che scricchiolano in lontananza. «Ieri ho seguito un pino che c’era laggiù, in giardino – racconta – Oggi l’ho rivisto venti metri più sotto».