L'intervistaAndrea MalagutiSiamo ufficialmente gli untori del pianeta. Come e più dei cinesi. E non importa se sia vero o no. È quello che pensa il mondo e non sarà facile restituire un'idea diversa di noi. Diciassette Paesi ci sbarrano i loro confini e decine di compagnie aeree hanno rivisto i pian
dall'inviato Paolo MastrolilliNEW YORK. «Andiamo in guerra, fratello». Così si sono salutati i paracadutisti della 82nd Airborne Division, parlando con i giornalisti della Reuters mentre lasciavano la base di Fort Bragg. Loro sono la spina dorsale dello spiegamento di circa 4.500 soldati e mezzi nel
il retroscenadall'inviato a BerlinoIlario LombardoSe c'è una cosa di cui adesso il governo italiano ha disperato bisogno è il sostegno dell'amico americano. Mancano ancora un paio di ore all'inizio della Conferenza di Berlino quando al Westin Grand Hotel Giuseppe Conte, reduce dall'incontro con il S
Giordano StabileINVIATO A BEIRUTIl capo politico dei taleban Abdul Ghani Baradar arriva a Kabul e mette le basi del secondo Emirato islamico dell'Afghanistan. Se l'ideologia è la stessa del regno del terrore del mullah Omar, la forma sarà diversa, in modo da offrire all'Occidente almeno la parvenza
Alberto Flores d'Arcais «Sotto la direzione del Presidente, le nostre forze armate hanno compiuto un'azione difensiva decisiva per proteggere il personale degli Stati Uniti all'estero uccidendo Qassem Soleimani, capo della forza rivoluzionaria islamica Quds, un'organizzazione terroristica». Erano da
Francesco SempriniNEW YORK. La dichiarazione arriva nel cuore della notte attraverso un comunicato rimbalzato su Twitter in cui le Unità di mobilitazione popolare (Pmu), ovvero l'ombrello a cui fanno capo le brigate sciite attive in Iraq, annuncia l'avvio di una «nuova fase» che ha come obiettivo «l
il retroscenaIlario LombardoÈ una strategia complicata da sostenere in queste ore in cui si allungano nuove ombre su Khalifa Haftar, ma il ministro degli Esteri Luigi Di Maio è convinto che con il generale che domina sulla Cirenaica e ha lanciato l'offensiva su Tripoli si debba fare sempre più i con
Ilario Lombardoroma. Non c'è l'Iran, ma continua a esserci la Libia in cima ai pensieri del governo italiano. Il Paese che si infiamma al jihad invocato dal generale della Cirenaica Khalifa Haftar contro i soldati che il presidente turco Erdogan è pronto a inviare a sostegno del capo del governo di
il personaggioMattia FeltriLa foto di Luigi Di Maio all'aeroporto di Madrid con fidanzata, sneakers e barba incolta, mentre il mondo infiamma a sua insaputa, sarà non soltanto il ritratto di un ministro al meglio delle sue possibilità, ma di un intero governo, per come fu messo in piedi e ci sta, pu