Milano, il primo ordigno incendiario prende fuoco in strada: l'intervento della scientifica

video Due ordigni incendiari artigianali senza esplosivo sono stati rinvenuti nei pressi di un palazzo in via Larga 26 a Milano tra gli uffici della Moby e dove ha sede il consolato libanese. L'allarme è scattato dopo il rinvenimento di un pacco da cui uscivano due matasse di cavi elettrici notato da un passante. Dopo aver visto un primo paco prendere fuoco per strada, un secondo è stato fatto brillare due volte dagli artificieri. Sul pacco c'era un biglietto con una scritta in arabo: 'Scatterà fra tre minuti'.Video di Edoardo Bianchi

Allarme bomba a Milano: gli aritificeri fanno brillare due volte un pacco sospetto

video Due ordigni incendiari artigianali senza esplosivo sono stati rinvenuti questa mattina nei pressi di un palazzo in via Larga 26 a Milano tra gli uffici della Moby e dove ha sede il consolato libanese. L'allarme è scattato dopo il rinvenimento di un pacco da cui uscivano due matasse di cavi elettrici notato da un passante. Un secondo pacco è stato fatto brillare due volte dagli artificieri con il supporto delle forze dell’ordine e i vigili del fuoco presenti sul posto. Sul pacco inoltre è stato rinvenuto un biglietto con una scritta in arabo: 'Esploderà fra tre minuti'.Di Edoardo Bianchi

Elisabetta II, il ricordo di Letta: "Quella volta che parlammo di Pyongyang e mi tempestò di domande"

video "Proprio qui a Milano, era il 2000, io giovanissimo ministro dell'Industria. Accompagnai la regina Elisabetta per due giorni interi per incontri con il mondo delle imprese. Una mia risposta scatenò il suo interesse, mi chiese cosa avessi fatto ieri. Il giorno prima io venivo dalla Corea del Nord. Mi guardò come se le avessi detto vengo da Marte. Quindi mi tempestò di domande su Pyongyang, passammo un pranzo intero su questo tema". Così il segretario del Pd Enrico Letta ricorda, con un aneddoto personale, la regina Elisabetta II, scomparsa all'età di 96 anni. "Ho trovato una persona che, alla sua età, con tutto quello che aveva vissuto, aveva ancora una curiosità immensa. Porto con me un ricordo bello e gradevole - conclude il segretario del Pd Letta - un'esperienza interessante".Video di Edoardo Bianchi

Elezioni, Di Matteo: "Nell'attuale campagna elettorale sento poco parlare della lotta alla mafia"

video “In Italia il problema del contrasto al sistema mafioso non è mai stato ai primi posti delle agende dei governi che si sono succeduti. La lotta alla mafia non è ancora una priorità della nostra politica e anche nell’attuale campagna elettorale sento poco parlare delle strategie politiche per contrastarla”. Con queste parole il consigliere togato del Consiglio Superiore della Magistratura, Nino Di Matteo, a margine di un evento tenutosi all’interno di Palazzo di Giustizia a Milano, si è soffermato sull’operato del governo Draghi e sulle aspettative del prossimo governo entrante in merito al tema della lotta alla mafia. Infine sull’affossamento in Senato della legge sull’ergastolo ostativo che prevedeva di non permettere concessioni e benefici penitenziari a mafiosi e terroristi, Di Matteo ha aggiunto: “La mancata approvazione di questa legge rischia di creare una situazione di libertà per soggetti condannati per strage. È paradossale il fatto che grazie all’inerzia della politica si possa realizzare un intento degli stragisti che hanno insanguinato le strade del nostro Paese”. Di Edoardo Bianchi

Giustizia, Nino Di Matteo contro la riforma Cartabia: "Pericolosa, mette il bavaglio ai magistrati"

video “Oggi, con la vigenza della legge Cartabia, le esternazioni di Falcone e Borsellino sarebbero sottoposte a provvedimento disciplinare. Con questa riforma, tutti potranno intervenire nel dibattito pubblico, tranne chi conosce in maniera approfondita i fatti processuali”. Con queste parole il consigliere togato del Consiglio Superiore della Magistratura, Nino Di Matteo, durante la presentazione del libro di Vittorio Manes 'Giustizia mediatica’ tenutasi a Milano all’interno di Palazzo di Giustizia, si è soffermato sulla riforma del ministro della Giustizia definita “retrograda e pericolosa”. “Sono convinto che la tutela della presunzione di innocenza sia sacra, ma non si attua mettendo il bavaglio ai magistrati” ha concluso il magistrato Di Matteo. Di Edoardo Bianchi