Giustizia, Nino Di Matteo contro la riforma Cartabia: "Pericolosa, mette il bavaglio ai magistrati"

video “Oggi, con la vigenza della legge Cartabia, le esternazioni di Falcone e Borsellino sarebbero sottoposte a provvedimento disciplinare. Con questa riforma, tutti potranno intervenire nel dibattito pubblico, tranne chi conosce in maniera approfondita i fatti processuali”. Con queste parole il consigliere togato del Consiglio Superiore della Magistratura, Nino Di Matteo, durante la presentazione del libro di Vittorio Manes 'Giustizia mediatica’ tenutasi a Milano all’interno di Palazzo di Giustizia, si è soffermato sulla riforma del ministro della Giustizia definita “retrograda e pericolosa”. “Sono convinto che la tutela della presunzione di innocenza sia sacra, ma non si attua mettendo il bavaglio ai magistrati” ha concluso il magistrato Di Matteo. Di Edoardo Bianchi

Elezioni, Di Matteo: "Nell'attuale campagna elettorale sento poco parlare della lotta alla mafia"

video “In Italia il problema del contrasto al sistema mafioso non è mai stato ai primi posti delle agende dei governi che si sono succeduti. La lotta alla mafia non è ancora una priorità della nostra politica e anche nell’attuale campagna elettorale sento poco parlare delle strategie politiche per contrastarla”. Con queste parole il consigliere togato del Consiglio Superiore della Magistratura, Nino Di Matteo, a margine di un evento tenutosi all’interno di Palazzo di Giustizia a Milano, si è soffermato sull’operato del governo Draghi e sulle aspettative del prossimo governo entrante in merito al tema della lotta alla mafia. Infine sull’affossamento in Senato della legge sull’ergastolo ostativo che prevedeva di non permettere concessioni e benefici penitenziari a mafiosi e terroristi, Di Matteo ha aggiunto: “La mancata approvazione di questa legge rischia di creare una situazione di libertà per soggetti condannati per strage. È paradossale il fatto che grazie all’inerzia della politica si possa realizzare un intento degli stragisti che hanno insanguinato le strade del nostro Paese”. Di Edoardo Bianchi