Mariupol senza acqua né cibo, i cittadini assaltano il centro commerciale

video Mariupol è allo stremo, dopo una giornata di bombardamenti, la città non è ancora conquistata, ma il sindaco Vadym Boychenko lancia l'allarme umanitario: "Siamo semplicemente distrutti" dice il primo cittadino della città sul Mar Nero assediata dalle truppe russe. "Non c'è più acqua né elettricità né riscaldamento. E il cibo sta finendo". Il sindaco ha chiesto un corridoio umanitario per far uscire i civili dall'area. Ieri aveva denunciato bombardamenti "senza sosta".SEGUI LA DIRETTAISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANAVideo Twitter - Illia Ponomarenko

Così le mascherine chirurgiche usate diventano una risorsa

video Il Politecnico di Torino ha sperimentato un metodo per il riciclo delle mascherine chirurgiche usate. Questi dispostivi di protezione sono diventati, con la pandemia, un rifiuto ingombrante. Attraverso un particolare processo di lavorazione, però, possono avere nuova vita e diventare oggetti di uso quotidiano. I ricercatori stanno cerando di capire se le potenzialità di questa trasformazione possano essere tali da alimentare un progetto industriale su larga scala. A cura di Sofia Gadici

L'esperto nucleare: "A Zaporizhzhia non si è rischiata una nuova Chernobyl. L'Italia è al sicuro"

video "C'è differenza tra l'esplosione del nocciolo del reattore come nella centrale di Chernobyl e un eventuale attacco missilistico contro la centrale nucleare di Zaporizhzhia". Intervista all'ing. Alessandro Dodaro, direttore del dipartimento di fusione e tecnologie per la sicurezza nucleare dell'Enea, che rassicura dopo la notte drammatica in cui russi e ucraini si sono trovati a combattere intorno all'impianto nucleare più grande d'Europa. "Impianto però non di terza generazione e quindi non in grado di resistere a un'offensiva militare". Attendibili le rilevazioni delle radiazioni anche in un contesto di guerra. "Se c'è un problema che supera i confini dell'Ucraina, le centraline internazionali se ne accorgono". (di Stefano Baldolini)

Ucraina, "No alla guerra": lo staff del canale televisivo russo TV Rain abbandona lo studio

video L'emittente televisiva russa TV Rain ha deciso di interrompere le sue trasmissioni dopo aver ricevuto pressioni dal governo di Mosca per la copertura della guerra in Ucraina. La testata indipendente era già stata bloccata ad inizio settimana dall'autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni russa perché accusata di incoraggiare le proteste. Giovedì lo staff di Tv Rain ha abbandonato lo studio interrompendo le trasmissioni in segno di protesta. Subito dopo l'emittente ha mandato in onda alcuni spezzoni di una versione del balletto de "Il Lago dei cigni" di Tchaikovsky così come fecero i canali televisivi sovietici nell'agosto del 1991 durante il fallito golpe contro Gorbaciov. SEGUI LA DIRETTA Iscriviti alla Newslettervideo Twitter

Comparelli: "Stop ai combustibili fossili per fermare la guerra in Ucraina e la crisi climatica"

video "Come nella crisi climatica, nella guerra a rimetterci sono al solito le persone più fragili e che non l'hanno causata. Questo tipo di scontri e di scelte sono portate avanti dagli stessi che ci stanno trascinando nella crisi climatica e, come se non bastasse, la causa della crisi climatica - i combustibili fossili come il gas - è anche tra le principali cause di guerre e conflitti e i profitti fossili finanziano dittatori e armi in tutto il mondo". Non lascia spazio a dubbi Martina Comparelli, una delle leader di Fridays for Future Italia, durante la manifestazione per la pace e contro la guerra in Ucraina di domenica 5 marzo a Milano. "Liberarci il prima possibile da questa dipendenza - conclude l'attivista - permetterà di non finanziare missili, armi e invasioni. Affrancarsi crea le condizioni necessarie per una maggior giustizia, anche energetica, con fonti di energia più distribuite, e un mondo senza più conflitti armati. Per questo non accetteremo un mondo in cui si fanno affari con guerrafondai di ogni tipo per mantenere il nostro stile di vita energivoro".Fridays for Future

Diario di viaggio dei volontari di Fondazione Arca: a Syret si montano le tende per 600 profughi

video Al confine fra Romania e Ucraina, i volontari di Fondazione Progetto Arca stanno allestendo tende per accogliere 600 profughi in arrivo nella giornata di oggi, 4 marzo. La struttura viene montata a Syret, località dove ogni giorno, a ondate, stanno confluendo migliaia di persone in fuga dalla guerra. C'è una palestra dove dormono in circa 500, ma con il flusso previsto non c'è posto per tutti e quindi si tirano su le tende. Fra i volontari partiti con il presidente di Arca, Alberto Sinigallia, c'è anche il consigliere comunale di Milano Alessandro Giungi (Pd), che sta aiutando nella costruzione dell'accampamento dotato di servizi igienici e di una cucina mobile.A cura di Zita DazziPrima puntataSeconda puntataTerza puntata