L’ultradestra croata teme l’«effetto Šešelj»

TRIESTE Il “caso Šešelj”, ossia il ritorno a Belgrado dell’ultranazionalista serbo sotto processo all’Aja per crimini di guerra e contro l’umanità, sta creando un vero putiferio sul palcoscenico politico della Croazia, particolarmente sensibile in questo momento in quanto in piena campagna