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mondanitÀGianluca De Rosa / CORTINADai corridoi degli austeri palazzi romani al colorato e scintillante corso Italia di Cortina. Capodanno con gli immancabili botti nella conca ampezzana dove questa volta, mischiati tra Vip più o meno famosi e sportivi più o meno vincenti, si sono dati appuntamento

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Dibattito del giorno: davvero gli ha detto "che merda"? Possibile? Probabile. Quasi certo. Il Var televisivo lascia pochi dubbi. Giorgia Meloni riprofila garbatellescamente Giuseppe Conte, reo di averle ricordato l'astensione in Europa di Fratelli d'Italia sul Next Generetion Eu. «Se fosse per voi i

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Francesca Schianchi / romaPer tutta la giornata, Giorgia Meloni resta inchiodata ai banchi del governo nell'Aula del Senato. La liturgia vuole che il discorso, lo stesso pronunciato il giorno prima a Montecitorio, non venga più ripetuto: si procede con il dibattito prima del voto di fiducia, una ven

Scampia, la roccaforte dei Cinque Stelle: "Ma quale reddito: noi pronti a lavorare"

video Nel quartiere dove i 5 Stelle hanno fatto il pieno con il 64 per cento dei voti ora il pensiero va al futuro. "Giorgia Meloni, venga a trovarci. Venga a vedere da vicino che gente siamo: persone che aspettano riscatto e rispetto da 30 anni. Le chiediamo, è in grado di sostituire un impiego al Reddito? Se sì, straccio subito la carta del Reddito".Testo Tiziana CozziVideo Paolo Popoli

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Flavia Amabile / ROMAI grandi duelli nei collegi uninominali dove per perdere basta un voto in meno sono stati una delle novità di queste elezioni. Chi non aveva un'altra candidatura a offrire una seconda speranza, è stato costretto già in queste ore a dire addio al Parlamento. Nel collegio di Bolog

la destra divisa

INVIATO A CERNOBBIO (COMO)Dieci minuti a testa. In ordine rigorosamente alfabetico: apre Carlo Calenda, poi tocca a Giuseppe Conte (videocollegato da Napoli «per impegni pregressi»), Enrico Letta, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani. A seguire una domanda per uno. I leader di Fdi, Lega e

Dolori e asprezze della scissione, da Fini a Renzi a Di Maio: quando la politica si spacca

video Luigi Di Maio starebbe per compiere una scissione con un gruppo di suoi fedelissimi dal Movimento. Quella dell’ex capo politico dei Cinque Stelle sarebbe l’ennesima scissione nella cosiddetta Seconda Repubblica. Dal 1991, quando Rifondazione comunista lascia il Pds di Achille Occhetto, al 2019 quando Matteo Renzi lascia il Partito democratico di cui era stato segretario, le spaccature in seno ai partiti non sono mancate. Portando con sé, dolore, asprezza dei toni, risentimento pubblico e privato. Ecco cosa succede quando una comunità politica si lacera. di Stefano Baldolini Montaggio di Marzia Morrone

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«Il governo Draghi, che noi rivendichiamo con orgoglio di avere voluto per primi, andrà avanti fino alla fine della legislatura, nei prossimi mesi tanto difficili per l'Italia e per il mondo intero». Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, intervenendo telefonicamente ad un eve

Arriva il Matteo di Guerra e di Catasto

Il Salvini di lotta e di governo, l'ambiguo centauro nato con l'ingresso della Lega nel gabinetto Draghi, si è testè trasformato nel Salvini di Guerra e di Catasto. Sempre più lotta, sempre meno governo. I toni sono caldi - fino al lancio del microfono e dell'istituzionale campanello del presidente

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Sembrava che l'Elevato - che pure del Movimento è stato ideatore, fondatore e sanguigno promotore nelle piazze - fosse stato accantonato, retrocesso, ridotto al ruolo onorifico di Garante. E invece, complici le liti da comari tra Conte e Di Maio su Quirinale e dintorni, e poi le carte bollate di un

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Sembrava che l'Elevato - che pure del Movimento è stato ideatore, fondatore e sanguigno promotore nelle piazze - fosse stato accantonato, retrocesso, ridotto al ruolo onorifico di Garante. E invece, complici le liti da comari tra Conte e Di Maio su Quirinale e dintorni, e poi le carte bollate di un