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il casoFrancesco Grignetti / romaUna piccola grande rivoluzione investirà le famiglie italiane. Grazie a una sentenza della Corte costituzionale, si può dire addio al cognome paterno. O quantomeno, addio agli automatismi. Dopo lunga attesa, infatti, visto che il Parlamento non decide, la Corte costi

Metropolis/30 - PNRR, per un pugno di euro. Con il ministro Giovannini, Malpezzi e Molinari (integrale)

video A Metropolis il confronto a distanza ma molto duro tra i comitati promotori dei referendum giudicati "inammissibili" su eutanasia e cannabis legale e il presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato. Cerchiamo di capire meglio le loro ragioni e come ora si potrà muovere il Parlamento con Simona Malpezzi, capogruppo Pd al Senato. Poi spazio al PNRR. Come stiamo pensando di investire i miliardi del Recovery Fund, quali sono i progetti più ambiziosi e quali i rischi di perdere questo denaro o di sprecarlo. Che gap esiste davvero tra Nord e Sud nella capacità di attrarre finanziamenti. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Enrico Giovannini a Metropolis racconta a Maurizio Molinari l'Italia che vuole costruire anche grazie al PNRR. In collegamento Concita Sannino e Giuliano Foschini. Conduce Gerardo Greco. Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

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Martedì 15 febbraio la Corte Costituzionale deciderà sul futuro di otto quesiti referendari, sei sulla giustizia, uno sull'eutanasia e uno sulla depenalizzazione di coltivazione e uso personale della cannabis. I quindici giudici della Consulta dovranno decretare l'ammissibilità o meno dei referendum

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Mirella Serri /ROMAParafrasando il titolo di un celebre libro di Elsa Morante, la democrazia sarà salvata dalle donne? Potrebbe capitare. Almeno per Giuliano Amato, certo che la presenza delle donne nelle istituzioni «concorra ad aumentare il tasso di democrazia». Approfondiamo questa convinzione co

Quirinale, quarta fumata nera dal Parlamento: il presidente Fico comunica l'esito del voto

video Sono 261 le schede bianche della quarta votazione a maggioranza assoluta (505 voti) per l'elezione del presidente della Repubblica. Il capo dello Stato uscente, Sergio Mattarella, è in testa con 166 voti seguito dal magistrato Antimafia, Nino Di Matteo con 56 voti (indicato da Alternativa, ex M5s). A notevole distanza gli altri "quirinabili" a partire da Luigi Manconi (8), Marta Cartabia (6), Mario Draghi (5), Giuliano Amato (4), Pier Ferdinando Casini (3), Elisabetta Belloni e Pier Luigi Bersani (2) e Sabino Cassese (1). Sono infine 441 gli astenuti.  video Ansa

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Carlo Bertini / ROMA«Noi vi garantiamo che se il centrodestra va sulla Casellati, i nostri voti non li avrà»: è quello che Enrico Letta si vuole sentir dire da Giuseppe Conte dopo una giornata drammatica, in cui domina la distanza siderale su Mario Draghi e la paura del tradimento, di un patto segre

l centrodestra svela i tre nomi

il retroscenaA dimostrazione che tutto è ancora teatro, mentre Enrico Letta sta parlando ai cronisti - davanti al corridoio sospeso che collega i due palazzi della Camera - passa Giorgia Meloni e lui scandisce forte: «Quelli di centrodestra sono nomi sicuramente di qualità e li valuteremo senza spir

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Cristiano CadoniUn'altra evoluzione è possibile: senza selezione naturale, senza competizione, basata invece sulla collaborazione e sulla solidarietà. Una rivoluzione gentile, che abbia il volto rassicurante e familiare dei volontari. Come nel manifesto qui sopra, citazione del "Quarto stato", la ce