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«Ragazzi! », ha urlato a un certo punto Ignazio La Russa per richiamare all'ordine l'aula di Palazzo Madama. Poi si è ricordato il contesto e si è corretto: «Onorevoli senatori!». Niente da fare. Bagarre assoluta, proteste vibranti dai banchi del Pd, dopo che il senatore di Fratelli d'Italia, Albert

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Francesca Schianchi / romaPer tutta la giornata, Giorgia Meloni resta inchiodata ai banchi del governo nell'Aula del Senato. La liturgia vuole che il discorso, lo stesso pronunciato il giorno prima a Montecitorio, non venga più ripetuto: si procede con il dibattito prima del voto di fiducia, una ven

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ROMASilvio Berlusconi rivendica i risultati ottenuti da Forza Italia. Il suo «centro» si conferma «decisivo» per il successo della coalizione trainata da FdI e diventerà garante di europeismo e atlantismo del prossimo governo. «Un buon rapporto con i nostri storici alleati degli Usa e dei maggiori P

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il casoLuca MonticelliPer effetto dell'inflazione le maggiori entrate dell'Iva di luglio e agosto ammontano a 6,2 miliardi di euro. Questa, scrive il governo nella relazione approvata dal Consiglio dei ministri, sarà «la componente principale del nuovo decreto aiuti» che verrà approvato la prossima

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il retroscenaFrancesco MoscatelliFrancesco Olivo Chi c'è c'è. Chi non c'è speri in un incarico di sottogoverno oppure se ne faccia una ragione. Dopo settimane di vertici più o meno segreti fra spiagge della Versilia, camere d'albergo romane e ville sarde, anche Lega e Forza Italia hanno messo la par

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il raccontoFrancesco Olivo / romaAnche la Camera approva. Mario Draghi può partire per Bruxelles con quello che cercava: un pieno mandato del Parlamento sulla politica estera. Il voto sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo di oggi e domani si è svolto senza patemi: 410 voti a favore, 29

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il retroscenaNiccolò Carratelli / ROMAMentre la scissione si sta ancora consumando, il progetto politico di Luigi Di Maio prende forma e muove verso il centro. «Per ora non siamo un partito, ma un contenitore», dicono i suoi parlamentari, ribadendo quello che il ministro degli Esteri aveva già spieg

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Alla fine a impuntarsi è stato Mario Draghi. Alle nove e mezzo di sera, quando a Palazzo Chigi è stata inviata l'ennesima riscrittura di un testo limato fino alle virgole per accontentare le richieste del Movimento 5 stelle, il presidente del Consiglio ha detto: «No, a questo punto vediamo domani».