L'amante e un figlio segreto i misteri di Messina Denaro «Viveva in paese da 4 anni»
l'inchiestaRiccardo ArenaRino Giacalone / PALERMOMetti che era pure fascista. Oltre ad avere fascinazioni massoniche, certamente molto di più di un semplice interesse culturale, Matteo Messina Denaro teneva nel covo individuato come la sua abitazione due libri, la biografia di Vladimir Putin e pure quella di Adolf Hitler. La passione per il male, per i personaggi negativi - dopo il ritrovamento dei poster di don Vito Corleone-Marlon Brando e del Joker nemico di Batman - dalle arti grafiche si trasferisce ai volumi storico-politici: roba da psicanalisi. Ma a parte questo, le indagini dopo la cattura dell'ultimo superlatitante di mafia vanno avanti: è stata trovata la sua auto, una Giulietta Alfa Romeo fiammante, comprata personalmente dallo stesso Messina Denaro-Andrea Bonafede un anno fa, a gennaio 2022, in una concessionaria di Palermo. Sono stati trovati biglietti aerei per Venezuela e Regno Unito, segno che u Siccu si spostava con tranquillità estrema dai suoi rifugi di Campobello di Mazara. Ed emergono anche indizi che inducono ad anticipare la data del suo arrivo nel piccolo paese belicino: era lì da almeno quattro anni e non, come si era pensato in questi giorni, solo da metà 2022.Sco e Squadra mobile di Trapani, che hanno ritrovato la Giulietta in un recinto di fronte alla casa di Giovanni Luppino - l'autista del boss arrestato assieme a lui lunedì e che teneva in tasca, tra i pizzini, il numero del capo della loggia massonica Ferrer di Castelvetrano -, ne sono certi, dopo avere raccolto questa confidenza, subito riscontrata. Che in via San Giovanni 260 avesse abitato Messina Denaro, la polizia lo ha scoperto grazie alla soffiata fatta da chi, non sapendo di avere di fronte proprio il latitante, aveva fatto il trasloco. In questa casa di un centinaio di metri quadrati Matteo Messina Denaro abitava almeno dal 2019: emerge anche una figura di donna, per adesso senza nome. Viene fuori anche l'ipotesi che, per mimetizzarsi meglio, Messina Denaro possa avere abitato anche con quel figlio segreto del quale si parla da qualche anno, da quando nel 2005 la polizia intercettò una conversazione in cui si facevano riferimenti criptici ma mirati. Parlavano fra di loro Filippo Guttadauro, cognato del boss, marito della sorella, Rosalia Messina Denaro, e suo figlio Francesco. Una vicenda classificata come possibile diceria, emersa però anche in altre intercettazioni effettuate dalla polizia e che adesso assume maggiore consistenza.Campobello di Mazara dunque non era un rifugio occasionale, per questo boss spregiudicato, che lunedì con Luppino era andato a fare la chemioterapia nella clinica La Maddalena di Palermo. Partito dal suo covo di vicolo San Vito, aveva posteggiato la Giulietta nel recinto di Luppino (ieri sera è scattata la perquisizione anche a casa del figlio dell'autista) ed era partito per Palermo sulla sua Fiat Bravo. Luppino in tasca aveva un biglietto con le indicazioni per comprare un pezzo di ricambio - la guarnizione dello sportello lato guida di una Giulietta 1,6 ultima serie - per l'auto del latitante. Latitante si fa per dire, perché né al ristorante (trovate ricevute da 700 euro), né nella casa di cura, nascondeva affatto il suo aspetto: il medico che con lui si era fatto il selfie, diventato virale sui social, Marco Paci, rischia un provvedimento disciplinare da parte del suo Ordine.E mentre continua a tenere banco il difficile rapporto con la figlia, dal portafogli del capomafia viene fuori un altro pezzo degli affetti familiari: lunedì, il giorno della cattura, lì dentro hanno trovato una fotografia particolare, quella di Gaspare Allegra, il nipote - figlio della sorella Giovanna e di Rosario - morto nel marzo del 2021 durante una gita nella montagne che guardano il lago di Como, sopra Lecco. Gaspare, 37 anni compiuti pochi giorni prima di morire, avvocato, aveva lasciato Castelvetrano e la Sicilia per trasferirsi ad Abbiategrasso. Troppo ingombranti lo zio e il padre Saro, fiancheggiatore del cognato, morto il 13 giugno 2019, a 65 anni, a Terni. Messina Denaro si sentiva dunque responsabile della morte del nipote. E aveva con sé quella foto, un pezzo - minuscolo - della cattiva, pessima, maledetta memoria del capomafia che era nel cuore di Totò Riina. --© RIPRODUZIONE RISERVATA