Gli amici e la maglia numero 7 «Ora corri la tua partita in cielo»

il funeraleMiranoC'erano anche il papà Nicola con la compagna sulla loro moto e il gruppo di motociclisti che frequentavano a scortare ieri Emanuele Piccolo alla chiesa di Murelle per il funerale dello studente dell'istituto Levi Ponti di Mirano,e poi al cimitero di Pionca di Vigonza per la sepoltura. Sul feretro del diciottenne i fiori bianchi a simboleggiare la sua giovanissima età, ma anche la maglietta col numero 7 con cui Ema giocava le partite col Torre Calcio e il suo casco con le dediche degli amici motociclisti.La morte di Emanuele Piccolo ad appena 18 anni mentre in sella alla sua Kavasaki stava correndo per raggiungere la squadra che doveva scendere in campo ha colpito anche il Vescovo Claudio Cipolla. Che ieri mattina ha chiamato don Mirco rivolgendogli parole di conforto per i familiari e per la comunità. Parole che il parroco ha voluto condividere leggendole sull'altare. «L'ho visto dai giornali» le parole del vescovo «immagino la costernazione che riempiranno la vostra chiesa oggi. Ognuno ha parenti, amici giovani, conoscenti che verranno portando il loro dolore. E' un momento delicato, non ci sono insegnamenti ne consigli da offrire perché tutti di fronte alla morte di un ragazzo restiamo senza parole. Anzi, le nostre parole a volte infastidiscono in queste situazioni, ci si arrabbia con Dio o si scoprono cose di Dio che soltanto il dolore cosi estremo può svelare. Come sentire che Dio non ci abbandona nemmeno nella morte, ci vuole sempre bene e non voleva la morte di Emanuele ma vedendola ci sostiene e ci incoraggia. Prego per voi comunità di Murelle e con voi tutti. Coraggio, vi sono vicino».Parole che hanno scaldato il cuore di papà Nicola, dei tanti amici e compaesani, dei compagni di classe e di squadra, che hanno gremito la chiesa di Murelle. Nella sua omelia don Mirco ha paragonato la vita a una partita utilizzando la metafora del gioco del calcio. «Nel rettangolo magico sotto il grande urlo dello stadio un calciatore insegue un pallone, la porta è vicina, solo lui può salvarci, solo lui può disegnare la traiettoria giusta» ha detto il sacerdote «ma il caso, gli incroci difficili della vita possono ancora mettere degli ostacoli, trappole segrete. Emanuele ha segnato le nostre vite, i suoi gol vorremo ricordarli uno ad uno. Nella sua breve partita contro ogni pronostico Emanuele ha ribaltato il risultato e non con un solo gol ma tanti. E allora oggi riguardare la sua tattica potrebbe aiutarci nelle nostre partite e in quelle infinite domande che custodiamo nei nostri cuori. Vai Emanuele, corri ora verso la tua partita in cielo senza tempi e senza tempo e ogni tanto fermati a fare il tifo anche per tutti noi, dal cielo fermati a tifare con mamma Valentina per il tuo papà». Nelle testimonianze dei compagni di squadra del Torre e di scuola è emerso il ritratto di un ragazzo splendido e sorridente, che ogni mattina migliorava la giornata di chi lo incontrava.«Sei e sarai sempre un giocatore della nostra squadra e al di la delle vittorie e delle sconfitte saremo un gruppo unito fino alla fine. Ad Ema uno dei nostri» hanno detto i ragazzi del Torre «Hai salutato tutti noi alla fine delle lezioni e non sapevamo che quel sabato sarebbe stato il nostro ultimo saluto» il ricordo dei compagni di classe Avevi un gran cuore e per questo vogliamo renderti onore». -- G.A. © RIPRODUZIONE RISERVATA