Casa di riposo Casson la denuncia di Baldin «Difficoltà contabili»

CHIOGGIAAncora nubi sull'orizzonte della casa di riposo Casson. A ipotizzare scenari difficili la consigliera regionale M5s Erika Baldin che martedì in Consiglio ha ricevuto risposta alla sua interrogazione sullo stato dell'Ipab di Chioggia dall'assessora regionale al Sociale Manuela Lanzarin. Baldin chiedeva lumi sullo stato dei conti, dopo due annate segnate dal Covid, e sulle prospettive di risanamento. Lanzarin ha ricordato come la Regione abbia stanziato 270 mila euro per sostenere i maggiori costi della pandemia e come abbia affiancato l'Ipab in un percorso di risanamento a fronte di due bilanci in rosso: buco di 480 mila euro nel 2020 e di 85.000 nel 2021. Ha pure ricordato l'autorizzazione di nuovi 25 posti letto per non autosufficienti dal 2024. «Le difficoltà contabili sarebbero diminuite se la Regione disponesse la legge di riforma delle Ipab, attesa da 20 anni», sostiene Baldin, «Siamo rimasti l'ultima Regione d'Italia a non adempiere. Dopo timidi accenni, pare che l'ipotesi di un'addizionale Irpef da indirizzare verso la sostenibilità delle residenze per anziani sia tramontata». La consigliera grillina insiste anche sulla necessità di procedere con un consorzio tra le case di riposo di Chioggia, Mirano, Dolo e Conselve. Un progetto al quale l'Ipab clodiense ha già dato l'assenso, modificando anche lo statuto. «Lavorare assieme ridurrebbe le spese, consentendo sgravi fiscali e risparmi annui per 150 mila euro», sostiene Baldin, «A patto che non ci rimettano i lavoratori. Se si dovesse arrivare presto a questo importante passaggio, nessun lavoratore va sacrificato. Le sigle sindacali temono per il futuro di 54 dipendenti di una coop che opera nelle residenze Girasole e Boschetto, in proroga fino a marzo 2023». C'è poi la partita delle bollette. «Gli stanziamenti regionali di 270 mila euro sono insufficienti a fronte di minori entrate per un milione solo nel 2020», spiega il presidente Ipab, Andrea Giovanni Zennaro, «Non possiamo certo far rimanere gli ospiti al freddo e al buio, né possiamo accedere a ulteriori forme di sostegno che non siano di mano pubblica. Si pensava di conseguire un maggior attivo nei primi mesi del 2022 ma l'aumento delle bollette dell'energia elettrica, 80 mila euro in più nel primo semestre, ha bloccato questa volontà». --e. b. a.