Tanti consensi per Bonaccini e attesa per i nuovi candidati

lo scenarioAlbino SalmasoIl cuore del Pd veneto batte per la "via emiliana al riformismo" di Stefano Bonaccini, ma senza accelerare per non uscire di strada: prima vanno sciolte per davvero le correnti e definito il programma della fase costituente. Un ruolo fondamentale sarà giocato da Alessandro Zan: il deputato è l'unico veneto nella lista degli 87 intellettuali e big chiamati a scrivere la Carta dei valori con cui rigenerare un partito in ginocchio dopo la vittoria della Meloni, che rischia il sorpasso del M5S a sinistra e la frana dei consensi al centro con Calenda. Il primo passo sarà il ritorno a casa di Bersani e Articolo 1. Basterà? La scelta dei candidati si concluderà entro Natale, poi i congressi di sezione per arrivare alle primarie del 19 febbraio. La riscossa si gioca in tre mesi e solo allora capiremo davvero se la deputata italo-svizzero-americana Elly Schlein scenderà in campo, magari al fianco del sindaco di Firenze Dario Nardella. La terza strada porta all'ex ministra Paola De Micheli, che ha fatto ripartire l'alta velocità della Milano-Venezia. Mentre Zingaretti e Orlando non hanno ancora convinto Vincenzo Amendola a correre per la sinistra. Ma a bruciare le tappe ci ha pensato Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, con la megacena a casa di Angelo Guzzo, presidente di Vicenza Acque per parlare di "Pane e politica", il format della sua candidatura. Ricci è sostenuto da Achille Variati, l'eurodeputato nella bufera per non aver votato la mozione che definisce la Russia uno Stato terrorista. Chi non ha avuto dubbi a condannare Putin è invece Alessandra Moretti, protagonista dell'appello per anticipare il congresso, firmato da oltre mille donne. Dopo l'incontro di venerdì con Bonaccini, mercoledì prossimo il bis con l'ex ministra De Micheli. Il collettivo donne "Ci siamo" ha elaborato un manifesto per aprire il confronto con tutti i candidati, spiega Alessandra Moretti. Una strategia che supera la divisione delle correnti e dal Veneto l'adesione è convinta, a partire dagli ex parlamentari Laura Puppato, Andrea Ferrazzi e Alessia Rotta, ai consiglieri regionali Anna Maria Bigon e Andrea Zanoni. «Il Pd ha bisogno di un cambio di rotta nel linguaggio e nel modo di operare e abbiamo scelto di appoggiare Stefano Bonaccini perché ha dimostrato di saper governare l'Emilia Romagna con la massima efficienza e rispetto dei diritti delle persone» spiegano Puppato e Zanoni. E gli altri dirigenti? C'è chi predica prudenza: Giacomo Possamai, capogruppo in Regione, è già concentrato sulla sfida di Vicenza: in primavera si elegge il sindaco. «Questo congresso è un'occasione importante per rilanciare il Pd e ascolterò con attenzione le proposte che faranno i candidati nelle prossime settimane» si limita a dire. Mentre Vanessa Camani, protagonista delle battaglie a palazzo Ferro Fini, a un pranzo con i militanti assieme ad Alessandro Zan e alla senatrice Beatrice Lorenzin, rilancia: «Dobbiamo evitare l'errore di dividerci sul nome del leader e confrontarci sul progetto del Veneto 2025 nel seminario di Abano: dopo le relazioni dei docenti universitari parleremo di autonomia, lavoro, cultura, crescita demografica e ambiente. E definiremo la nostra identità». Ma che aria tira tra i militanti? «Più che delusi, monta la rabbia dei circoli, tagliati fuori dalle decisioni. Non si può far politica solo sul web, ci vogliono incontri veri da Bolzano a Pantelleria, perché siamo gli unici con una struttura capillare», spiega Alessandro Zan «È evidente che vanno abolite le correnti, asfissia del partito e garanzia dei leader che le hanno guidate. Apriamo il dibattito e dialoghiamo con le categorie economiche per contrastare gli errori del governo Meloni sulle pensioni e la flat tax. Se parli con la gente capisci che le famiglie non ce la fanno a pagare le bollette di luce e gas, altro che litigare sulle candidature», conclude Zan. E il segretario Andrea Martella? Invita alla cautela: «Si è deciso di convocare un congresso non tanto sui nomi dei candidati, ma sull'identità del Pd. Quando avremo approfondito e concluso la fase costituente verrà il tempo di scegliere la leadership più autorevole e forte. E proprio per questo abbiamo convocato due giorni di studi al santuario dei Salesiani ad Abano il 3 e 4 dicembre: sarà questo il nostro contributo alla fase costituente e il Veneto vuole essere uno dei protagonisti». --© RIPRODUZIONE RISERVATA