Servizi sociali, Spi Cgil accusa ma l'assessore contrattacca

CHIOGGIALo Spi Cgil attacca il Comune per non aver sottoscritto un protocollo per collaborare nella gestione delle emergenze sociali. Il sindacato prende lo spunto dal recente caso di cronaca riguardante un nucleo familiare che è ricorso ai carabinieri per riuscire a avere dei pasti caldi.«Una situazione di forte disagio del tutto sconosciuta ai Servizi sociali del Comune», spiega Mario Gianni, segretario generale Lega Spi Cgil Chioggia, «alla luce di questo fatto ci si chiede quanti altri di simile gravità non vengono monitorati dai servizi comunali, magari anche a causa della carenza di personale qualificato. Crediamo che ampliare la rete sociale dei presìdi presenti nel territorio e soprattutto riuscire a metterli in rete sia una delle possibili soluzioni per monitorare e prevenire situazioni di forte disagio sociale. Da anni siamo presenti sia a Chioggia che a Sottomarina, offrendo accoglienza e informazioni utili per le esigenze più varie e la collaborazione con gli uffici comunali e dell'Usl 3 è una costante per aiutare le persone, soprattutto le più fragili. In altri comuni del territorio metropolitano, questa attività si è concretizzata con la sottoscrizione di un protocollo che riconosce questo valido servizio di supporto e di accompagnamento all'erogazione di Servizi sociali. Con rammarico queste buone pratiche a Chioggia non si sono ancora potute concretizzare, nonostante la ripetuta disponibilità manifestata dal sindacato. Va da sé, che a risentire di questa situazione deficitaria, sia soprattutto la fascia più debole e bisognevole di sostegno». Diversa la visione dell'assessore al Sociale Sandro Marangon: «La situazione della famiglia aiutata dai carabinieri è sotto controllo e non è mai stata fuori controllo», spiega, «ci sono persone deputate a valutazioni precise e professionali, caso per caso. Per fortuna abbiamo ancora la possibilità di aiutare nei pasti o nel fare la spesa, purché le persone si facciano avanti. Abbiamo una buona rete nel territorio, fatta di moltissime associazioni del Terzo settore e di parrocchie con cui collaboriamo per intercettare qualsiasi situazione di disagio, chiaro che possiamo sempre migliorare. Non abbiamo detto di no allo Spi Cgil per il protocollo, abbiamo solo chiesto di allargarlo a tutte le sigle sindacali in modo da non fare tante procedure singole». --e.b.a.