Conte: «Pensiamo ai temi, non alle persone Sui territori fatte scelte che non capisco»

Laura Berlinghieri / veneziaLe turbolenze interne che non fanno bene, la nostalgia per la Lega "Nord" e un'attenzione che deve tornare sui temi, e non sui nomi. Appunti per una Lega che tenta di tenere insieme i pezzi, nelle parole di Mario Conte, presidente di Anci Veneto e sindaco di Treviso, alla ricerca della conferma al vertice, alle amministrative sempre più vicine. «È un periodo di confronto, analisi e congressi. I risultati delle elezioni ci devono far riflettere, perché hanno dimostrato che abbiamo perso parte della fiducia dei cittadini. Oggi dobbiamo rimboccarci le maniche, noi sindaci saremo il traino della ripartenza».Come tema, invece, il traino dovrebbe essere l'autonomia. Che però non è la priorità di Fratelli d'Italia... «C'è un programma elettorale che parla chiaro. Sull'autonomia ci abbiamo messo la faccia, come facciamo da tanti anni, perché è una partita importante. Significa gestire al meglio le risorse dei cittadini, con abiti sartoriali. Senza togliere nulla al Sud».A proposito di Sud e di necessità di riconquistare gli elettori, parlare di ponte sullo Stretto non è controproducente?«Matteo Salvini è ministro delle Infrastrutture e, come tale, non può non dare risposte alla comunità del Sud. Dopodiché, se questa sia una priorità per il Meridione, questo non lo so. Certo è che Salvini, fin dall'inizio del mandato, si è messo in contatto con sindaci e amministratori per raccogliere esigenze e criticità. A Treviso, ad esempio, chiediamo il quarto lotto della tangenziale».Ma lei ha nostalgia della Lega Nord?«Questo sì, ma semplicemente perché era un partito che dava risposte a un territorio dalle caratteristiche ben precise».E quindi, ora?«Ora dobbiamo capire che pensiero vogliamo interpretare e a quale fascia di popolazione vogliamo dare risposte. In poche parole: avere degli ideali. Sono convinto che le politiche che chiediamo per il Nord in realtà facciano bene a tutto il Paese».In sintesi: la Lega, per salvarsi, dovrebbe tornare indietro?«Questo ce lo dovranno dire i dirigenti del partito. Da amministratore locale, immerso nei problemi della mia comunità, dico che bisogna tornare a interpretare le esigenze dei cittadini. Se la gente non ci ha votato, evidentemente c'è un problema di credibilità. E poi c'è un'altra sfida: i tempi stanno cambiando, le esigenze stanno cambiando. La sostenibilità ambientale dev'essere la nostra priorità, insieme ai diritti civili».Quanto fanno male le turbolenze interne al partito? La discussione sulle incompatibilità, gli scontri tra i territori...In una fase di calo del consenso, non fanno bene a nessuno. Il mio appello è alla responsabilità e al bene delle nostre comunità. Dobbiamo concentrarci sui temi e non sulle persone. Sulla questione delle incompatibilità sono stati fugati tutti i dubbi, i militanti che vogliono mettersi a disposizione possono farlo. Dopodiché, ci vogliono equilibrio nelle scelte e responsabilità nella distribuzione geografica. Ci sono alcuni territori eccessivamente esaltati e altri mortificati, e questo non è giusto. L'equilibrio è la parola d'ordine, ma negli ultimi mesi è mancato, portando a tensioni territoriali e, quindi, a un grande desiderio di congresso. Lo abbiamo chiesto per tanto tempo, è finalmente arrivato il momento di tirare le somme e progettare il futuro del territorio».Si riferisce alle tensioni a livello veneto?«È evidente che nella gestione non si è tenuto conto di potenzialità e meriti dei territori. Sono stati fatti altri ragionamenti, che non riesco a capire, anche perché non mi sono stati spiegati. La situazione, comunque, è questa. Il periodo storico ci richiama alla responsabilità, e allora guardiamo al futuro. Ispirandoci ai sindaci, più che a bandiere ideologiche o partitiche».Da sindaco che fronteggia uno dei periodo più complessi per il nostro Paese, come valuta le prime misure del Governo?«Mi sembra che sia partito con il piede giusto. L'opposizione, come sempre, dice che si poteva fare di più, mentre la maggioranza è soddisfatta. Ci sta. Per quanto mi riguarda, mi sembra un Governo in grado di ascoltare le esigenze del territorio e delle categorie, facendo sintesi». --© RIPRODUZIONE RISERVATA