«Poche risorse alla sanità nella bozza di manovra»

Lo scontroLa bozza della manovra di bilancio 2023 non convince l'opposizione che siede nel Consiglio regionale del Veneto. «Non c'è da attendersi alcun nuovo investimento per la salute delle persone» accusa Anna Maria Bigon, vicepresidente della Commissione socio-sanitaria. Che, viste le lacune nel documento predisposto dal Governo - una manovra da 35 miliardi di euro -, si rivolge alla Regione: «In vista dell'approvazione del bilancio, mi chiedo se e come pensa di compensare questa voragine. Soprattutto considerando che il Veneto ha l'assoluta necessità di investire per il rafforzamento del personale e dei servizi. I due miliardi di aumenti previsti dalla bozza della manovra di bilancio sono infatti a malapena sufficienti per coprire per qualche mese i rincari energetici. Ma nulla di più. Non c'è all'orizzonte alcuno spazio per il rilancio del sistema sanitario».Il problema è fondamentalmente questo. Dopo i tre anni attraversati dall'emergenza sanitaria, adesso ospedali e case di riposo sono costretti a fronteggiare la crisi di gas ed energia. Crisi che per loro, strutture energivore, è particolarmente battente. Secondo una prima ricognizione, soltanto per gli ospedali del Veneto i rincari dovrebbero portare a un aumento in bolletta pari a oltre 300 milioni di euro. Ma dal prossimo anno la situazione dovrebbe peggiorare ulteriormente. Senza considerare che le difficoltà degli ospedali sono le stesse fronteggiate dalle case di riposo, che a loro volta chiedono aiuti, sperando di ottenerli con il Decreto aiuti che è stato appena licenziato. Ma che, per il momento, taglia fuori proprio queste strutture, soltanto in Veneto.Per questo le richieste di risorse, coro unanime per far fronte a spese che sono assolutamente senza precedenti. Spese alle quali, in luoghi come le strutture sanitarie, non è certo possibile fare fronte con un razionamento dell'utilizzo dell'energia.In Veneto, all'appello di Bigon si è unito quello della consigliera dem Francesca Zottis, che, a sua volta, incalza la Giunta regionale: «Vogliamo sapere quando intende pagare alle case di riposo la differenza tra i 49 euro e i 52 euro che ha deliberato per le impegnative di residenzialità con l'unificazione del primo e secondo livello - chiede Zottis - Oltre 12 milioni di euro che, al posto di essere nelle casse vuote delle case di riposo, sono ancora in quelle della Regione, con tutti i problemi che le case di riposo hanno in termini di liquidità. Sono state fatte tante promesse, ma pochi fatti».E a questo si aggiunge l'ennesimo appello dei senatori dem del Veneto che, in una nota, chiedono che la riforma delle Ipab tagli il traguardo al più presto. La palla, come sempre, passa alla Giunta. --© RIPRODUZIONE RISERVATA