L'economia del Nord si sta meridionalizzando

PalermoIl Sud «va a fondo. Se guardiamo ai valori assoluti del reddito pro capite, abbiamo perso più di mille euro e siamo gli unici in Europa ad avere una retromarcia simile. Il peso di questa discesa veloce agli inferi della marginalità a livello europeo è attribuibile in realtà a tutte le regioni, non solo a quelle del Mezzogiorno che, anzi, non possono scendere più di tanto, essendo le ultime nella media europea come reddito pro capite. Rischiamo di diventare un Paese molto problematico ed eterogeneo rispetto agli standard di crescita del sistema europeo». Lo ha detto Adriano Giannola, presidente Svimez. «Le regioni che dinamicamente guidano questa discesa sono proprio quelle del centro Nord, le "locomotive" del Paese Italia che aspirano all'"autonomia differenziata". La Lombardia, ad esempio» ha sottolineato il presidente dello Svimez «nel 2000 aveva un reddito pro capite del 158%, ancora maggiore della media europea, ma ora è sceso a 128, cioè ha perso 30 punti percentuali, e così l'Emilia Romagna, che da 148 è passata a 119, il Veneto, che da 138 passa a 112, ma ancor più preoccupante è la Toscana, che nel 2019 da 127 punti percentuali passa a 100 e che oggi sarà presumibilmente inferiore a 100 e che sta quindi entrando nell'area delle cosiddette politiche di coesione. Il Piemonte, roccaforte dell'industria italiana, passa da 131% nell'anno 2000 come reddito pro capite rispetto alla media europea a 100, l'Umbria da 118 a 83».