Il sindacato si divide sulla piazza Landini punta all'asse con la Uil

il retroscenaLuca Monticelli /roma«Ci prepariamo alla mobilitazione nel giro di poche settimane», ha detto ieri Maurizio Landini. Ma chi seguirà la Cgil in piazza nella lotta contro la manovra del governo di Giorgia Meloni? «Noi non ci pensiamo proprio», dicono dalla Cisl, spaventati dall'attivismo «politico» di Landini. Nei corridoi di via Po, il sospetto fatto arrivare all'orecchio del segretario Luigi Sbarra è che il leader della Cgil voglia proporsi «come unico argine di sinistra» ai provvedimenti dell'esecutivo di centrodestra. I toni espressi dal sindacato che si ispira al cattolicesimo democratico sono agli antipodi rispetto alle critiche che la Cgil ha recapitato all'esecutivo nelle ultime ore. Secondo Sbarra la legge di bilancio è «apprezzabile», adesso la premier Meloni «deve aprire il confronto con il sindacato per migliorare la manovra nel corso dell'iter parlamentare, serve uno sforzo in più». Dialogo, non piazza. Landini ha capito l'aria che tira e nella riunione con la sua segreteria si è lasciato andare a un commento tranchant: «La Cisl la do per persa». Quindi, si chiede un dirigente della Cgil, «quante divisioni ha Landini?». La domanda è una citazione di Stalin - che a Yalta si riferiva alle mire che papa Pio XII aveva sul futuro dell'Europa - e la risposta è semplice: «La Uil», chiarisce la fonte.Con il sindacato di stampo socialdemocratico l'asse si è rafforzato nell'ultimo periodo. I rilievi fatti da Pierpaolo Bombardieri al governo sono piuttosto duri: dall'evasione fiscale a Quota 103, dall'emergenza salariale all'inflazione, fino ai bonus. Il segretario della Uil ha avuto pure da ridire che all'incontro a Palazzo Chigi del 9 novembre ci fosse l'Ugl, il sindacato di destra, considerato "amico" dell'attuale maggioranza.Cgil e Uil sono già scese in piazza insieme (senza la Cisl) il 13 dicembre scorso contro la manovra del governo Draghi, in una manifestazione che aveva come slogan principale "Insieme per la giustizia". Per trovare un precedente simile bisogna tornare al 2014, quando Cgil e Uil organizzarono uno sciopero generale contro il Jobs Act di Matteo Renzi, a cui la Cisl non aderì.Bombardieri, insomma, rappresenta l'alleato a sinistra da tenersi ben stretto, che Landini non può perdere. Perché al centro c'è la Cisl che si sta costruendo un canale preferenziale con il governo, a destra l'Ugl di Francesco Capone; perciò senza la Uil la Cgil rimarrebbe isolata. Proprio quello a cui punta Giorgia Meloni, che a sua volta ha dato "per persa" la Cgil in vista del tavolo di confronto con le parti sociali. Per il momento Bombardieri è partito in quarta. Due giorni fa ha diffuso il rapporto del suo centro studi sul taglio della rivalutazione agli assegni previdenziali sopra i duemila euro: «Un fatto molto grave - attacca - non dà certezza ai diritti dei pensionati e costituisce un intervento che va in direzione opposta alla necessità di aumentare il loro reddito. E' una profonda ingiustizia». Sullo sciopero Bombardieri non si sbilancia, all'inizio della prossima settimana è convocato l'esecutivo della Uil per analizzare i contenuti della finanziaria e assumere una posizione.Il prossimo passo per la Cgil sarà «chiedere un confronto sulla manovra con tutte le forze politiche e modifiche sostanziali al governo e al Parlamento». Poi, si legge nella nota di Corso Italia, «valuteremo e proporremo a Cisl e Uil tutte le iniziative di mobilitazione necessarie». Ma la strada imboccata porta allo sciopero generale: «Nei prossimi giorni incontrerò Sbarra e Bombardieri, non escludiamo nulla - ammette Landini - pensiamo a qualsiasi iniziativa perché chi paga questa manovra è il mondo del lavoro». --© RIPRODUZIONE RISERVATA