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Il retroscenaLaura BerlinghieriL'ipotesi di eliminazione del limite del doppio mandato per gli assessori regionali arriva all'attenzione del Governo e, in particolare, di Roberto Calderoli.IL TETTO DEI DUE MANDATIMinistro dell'Autonomia, già impegnato a portare avanti la battaglia di bandiera della Lega (e della Liga), ora si ritrova nel mezzo di un'altra questione, ancora tutta veneta. Ministro anche degli Affari regionali, sarebbe sempre sua la competenza per avviare l'iter di modifica di una norma nazionale, pur dalle ricadute sulle singole Regioni. Il nodo non è ancora stato affrontato a livello federale, ma si sono già tenuti alcuni tavoli dedicati proprio alla questione. E vi ha preso parte il ministro Calderoli, impegnato anche sul fronte della riforma delle Province (che prosegue), per renderle elettive.Tornando alla questione del doppio mandato, la questione è nazionale. Ma anche molto veneta. Basti pensare che, degli otto assessori regionali attualmente in carica, ben sette sarebbero a fine corsa. Certo, se non si intervenisse eliminando il limite.Roberto Calderoli appare dunque l'uomo della provvidenza, in casa Lega. Per questo ieri è stato anche ringraziato pubblicamente dal segretario del partito Matteo Salvini che, in sede di consiglio federale, di fronte alla platea di (più o meno) fedelissimi ha detto: «Grazie a lui, finalmente entro la fine dell'anno l'autonomia arriverà in Consiglio dei ministri».VIA LIBERA AI CONGRESSI PROVINCIALIPrima ci saranno altri traguardi da tagliare. Anche in Veneto. Via libera, intanto, ai tavoli regionali di centrodestra per i Comuni con più di 15 mila abitanti, e quindi Treviso, Vicenza, Piove di Sacco (Padova), Villafranca, Bussolengo, Sona (Verona) e Adria. Si inizierà già la prossima settimana.Mentre domenica 4 dicembre da Rovigo inizierà il giro dei congressi provinciali, da concludersi entro metà febbraio.Questo, mentre la Lombardia ha annunciato i suoi congressi per i primi due mesi del prossimo anno, chiedendo parallelamente di accorpare gli "election day" per i presidenti di Regione lombardo e laziale il 12 e il13 febbraio.IL NODO DELLE INCOMPATIBILITàIl prossimo appuntamento che conta, per una Lega alla disperata ricerca di riscatto, è all'ombra della Madonnina. Ma c'è agitazione in Veneto. E il principale motore di questa agitazione è l'assessore allo Sviluppo Roberto Marcato. Mai restio a manifestare - talvolta in modo sibillino, più spesso palesemente - la sua insofferenza al braccio lombardo, da alcune settimane sta portando avanti una crociata per eliminare l'incompatibilità tra ruoli a livello locale e la possibilità di candidarsi alla segreteria regionale (e, persino, federale). «Quando mai, queste incompatibilità non ci sono mai state. Esistono soltanto a livello di segreteria provinciale» spiegano, stizziti, alcuni colonnelli della Lega, riuniti in via Bellerio.In ogni caso, ieri la questione è stata chiarita definitivamente, e verbalizzata, in sede di consiglio federale. Nessuna incompatibilità, chiunque lo desideri potrà candidarsi a segretario regionale e federale della Lega. Anche se ha dei ruoli in Regione. Presente, in collegamento video, anche il presidente Luca Zaia, intervenuto sulla faccenda, tutta veneta. La questione sarà chiarita espressamente negli stessi regolamenti dei congressi regionali, in occasione della loro approvazione. --© RIPRODUZIONE RISERVATA