«Io discriminata in bus mentre al controllore pagano lo psicologo»

MIRA«Lo psicologo per il controllore di Arriva Veneto? Forse l'azienda dovrebbe pagarlo a me visto quello che è successo». A dirlo è Rebecca Pavan, l'atleta mirese 21enne di colore - che gareggia nel salto in alto con la Nazionale giovanile e con la squadra di Assoindustria Padova - che si è sentita discriminata durante un tragitto verso casa su un bus di Arriva Veneto. Il controllore a suo avviso ha chiesto a lei il biglietto perché di colore, mentre alla mamma che l'ha adottata da piccola no. «Nonostante sarebbe davvero un bel gesto», spiega Pavan, «ad ora dall'azienda di trasporto pubblico Arriva Veneto non è arrivata alcuna scusa. Non credo che mia mamma sia stata riconosciuta dal controllore, come sostenuto dall'azienda: non era frequentatrice abituale di quella corsa. Ora mi dicono che il controllore è scioccato, chiederà l'aiuto di uno psicologo e prenderà un periodo di malattia. Lo psicologo per quello che è successo serve anche a me e lo pagherò di tasca mia. Credo che sarebbe un bel gesto se Arriva Veneto a questo punto si offrisse per pagarmi questo supporto». L'azienda ha sottolineato come quello che è capitato mercoledì sulla corsa Aeroporto-Sottomarina delle 11.10 altro non sia stato che uno spiacevole malinteso. L'azienda Arriva Italia (di cui arriva Veneto è una branca locale) sottolinea di condannare qualsiasi comportamento di razzismo o discriminazione e che non tollererebbe mai comportamenti razzisti sui propri mezzi. --A. Ab.© RIPRODUZIONE RISERVATA