Furono chiamati "treni della felicità" per 80 mila bimbi

Tra il 1945 e il 1947 i "treni della felicità" furono un'iniziativa sociale del Partito comunista italiano che aiutò oltre 80 mila bambini italiani del centro e del sud Italia. Dopo un paio di anni ospiti di famiglie del nord, i bambini tornavano dalle loro famiglie, spesso mantenendo i contatti con le famiglie che li avevano ospitati. L'operazione del Pci era partita perchè nel 1943 molte città meridionali erano state distrutte dai bombardamenti degli alleati. Molte famiglie del sud, già poverissime, si trovarono in condizioni ancora più fragili. Così il Pci decise questa grande iniziativa sociale. Le prime città ad ospitare i bambini meridionali furono quelle dell'Emilia Romagna: Reggio Emilia, Modena e Bologna. Fu proprio il sindaco di Modena, Alfeo Corassori, a chiamare l'iniziativa «treni della felicità». Ma anche molte città del Veneto ospitarono questi bambini. La chiesa disincentivò questi spostamenti. I treni della felicità hanno raggiunto il maggior numero di viaggi fra il 1946 e il 1947.