Turismo, in migliaia dormono a Mestre Ma nessuno si ferma

Mitia ChiarinGli ultimi dati disponibili sulla ospitalità turistica in terraferma arrivano dall'ufficio statistico della Regione Veneto. Dati provvisori relativi ai sette mesi tra gennaio e luglio 2022. Quasi 668 mila arrivi e quasi 1 milione e 346 mila presenze nelle strutture di Mestre e Marghera. Variazioni importanti, più 277 per cento per gli arrivi e più 183 per cento per le presenze con le strutture alberghiere della terraferma a fare la parte del padrone indiscusso: gli alberghi a 4 e 5 stelle assorbono un 45% di turisti che pernottano in terraferma mentre un altro 30 per cento sono strutture private come gli appartamenti turistici. Nel 2021 segnato dalla pandemia il dato annuale era stato di poco sopra i 541 mila arrivi e quasi 1 milione e 360 mila presenze. Turisti che pernottano a Mestre per poi andare in visita a Venezia ma che rappresentano per la terraferma una economia di sponda, non sufficientemente valorizzata. Dopo l'estate del ritorno del grande turismo italiano e ora anche anche americani, i dati positivi proseguono anche in questo autunno. Occupazione ai massimi livelli anche a Mestre per una stagione positiva che si sta allungando oltre l'abituale alta stagione, con ottime prospettive anche per i prossimi giorni, dicono dall'associazione veneziana degli albergatori. «Gli hotel registrano presenze ben al di sopra della media anche in terraferma e continua il momento positivo. I tassi di occupazione sono molto alti soprattutto nel weekend anche a Mestre ed è in corso un'indagine per determinarli con precisione - spiega il direttore dell'Associazione Veneziana Albergatori, Claudio Scarpa -. La tendenza è sempre più per il last-minute quindi per previsioni che si possono fare non sono a lungo termine ma nel breve possiamo dire con certezza che abbiamo ancora alcuni giorni di buoni risultati in termine di presenze» spiega. Come nel centro storico anche in terraferma nei fine settimana autunnali il tasso di occupazione resta superiore al novanta per cento. «La differenza si fa però sentire sulla permanenza: se nella città storica i turisti si fermano in media 2,7 giorni, a Mestre il dato si ferma a 2 giorni» aggiunge Scarpa. Ed è qui che occorre lavorare per rendere più attrattiva ai fini turistici la terraferma. Perché due giorni non sono sufficienti a far conoscere Mestre con il suo centro, le attività commerciali e di ristorazione a turisti che sostanzialmente pernottano come in un grande dormitorio turistico. Ma che hanno pomeriggi e serate da occupate. Con due giorni si fa poco , se si arrivasse ad almeno 3 come Venezia sarebbe diverso. Se ne parla da tempo con vari contributi di associazioni e organismi di categoria, come la Confesercenti che spinge per un ufficio turistico a Mestre e associazioni che chiedono un Infopoint promozionale di Mestre all'ex scuola De Amicis. Ma servono anche più incisive campagne promozionali e una cartellonistica incentivante che spinga i turisti del distretto alberghiero di via Ca' Marcello e stazione a spostarsi con sicurezza in direzione della piazza Ferretto. Il beneficio sarebbe per tutta la città, compresa Marghera città giardino con i suoi locali. «Sulla permanenza media quindi Mestre può lavorare - conclude Scarpa -, cominciando a vendere in modo più attento ciò che di bello la terraferma ha da offrire, a Mestre ma non solo, perché non è da sottovalutare il potenziale attrattivo delle ville venete e di realtà come il Museo di Altino, che è straordinario ma quasi sconosciuto ai turisti. Fondamentale poi è puntare sul potenziamento dell'M9, coinvolgendolo in un serio progetto turistico. Il Museo mestrino può offrire prospettive importanti in termini di attrazione, per far fermare a Mestre i turisti e aiutarli a scoprire il centro città. Ava sta già lavorando con M9 su un progetto di rilancio proprio in questa ottica».Ma è il tempo che l'intera città si impegni nella rigenerazione sfruttando il turismo che vuole visitare Venezia ma che dorme a Mestre e ha serate da riempire. --© RIPRODUZIONE RISERVATA