La rivolta per il condono del governo

Paolo BaroniNiccolò Carratelli / ROMAL'idea di una nuova ondata di condoni, che a fronte di un pagamento (a rate) degli arretrati, consentirebbe agli evasori di evitare i processi scatena la rivolta di tutte le opposizione. Dai 5 Stelle al Pd sino al Terzo polo è una levata di scudi generale dopo che ieri il nostro giornale ha anticipato le possibili misure del governo che vanno ben oltre la semplice rottamazione delle cartelle sotto i mille euro o una riedizione del saldo e stralcio. «Questo Governo ha già dimostrato di avere a cuore la sorte dei grandi evasori: mentre famiglie e imprese sono in ginocchio per il carobollette, il primo atto della Meloni è stato alzare subito, per decreto, il tetto al contante, per permettere ad evasori e corrotti di girare con 5 mila euro in contanti: un passo indietro per l'Italia, una misura che non risponde certo ai bisogni di un cittadino normale», dichiara il leader dei 5 Stelle, Giuseppe Conte. «Questa premessa - aggiunge - non ci fa ben sperare e se, come leggiamo, la volontà del governo è quella di introdurre maxicondoni, voluntary disclosure sulle somme all'estero e colpi di spugna sui reati tributari il Movimento è pronto a dare battaglia in Parlamento. Non possiamo lasciare praterie all'evasione, alla corruzione e alla criminalità organizzata». Altro conto, invece «è prevedere provvedimenti per cartelle di difficile riscossione e modesta entità al fine di dare respiro a famiglie e imprese in difficoltà». Altrettanto dura la reazione del Pd. «E' la solita destra che strizza l'occhio a quella parte del Paese che non rispetta le regole, senza alcun criterio di selettività. Perché tirano in ballo le imprese e le famiglie messe in difficoltà dal Covid ma in realtà si preparano ad una operazione che varrà per tutti a prescindere da quella che è la loro condizione» commenta il responsabile economico Antonio Misiani, che definisce «inaccettabile colpo di spugna» sui reati penali connessi all'evasione. Anche Carlo Calenda, leader di Azione, ovviamente e contrario ai nuovi condoni. «È tipico di questo governo non affrontare i problemi di fondo e andare avanti con condoni e marchette - spiega -. Abbiamo 110 miliardi di evasione, una pressione fiscale molto alta e loro pensano di risolvere tutto con 4 condoni».Sulla lotta all'evasione insiste anche il segretario della Cgil Maurizio Landini che boccia sia «l'innalzamento del tetto dei contanti, sia la logica dei condoni, perché bisogna trattare bene chi paga le tasse e colpire chi le evade o non le paga affatto, e la flat tax». A suo parere, invece, occorre fare «una vera riforma fiscale e la lotta all'evasione», «intervenire sugli extraprofitti, chiedendo se necessario contributi solidarietà a chi ha redditi molto alti. Sono temi fondamentali su cui giudicheremo anche le successive mosse del governo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA