Mostri a San Marco e magnifici destrieri Ludovico De Luigi e l'anima di Venezia

Il sommergibile che emerge dall'acqua in piazza San Marco. Le onde, le grandi navi ante litteram che minacciano la Basilica e la Punta della Dogana. Le paure dei veneziani esorcizzate e trasformate in arte d'avanguardia. Un artista visionario di grande livello che adesso festeggia i suoi 89 anni. «È stato davvero emozionante, grazie a tutti», commenta commosso Ludovico De Luigi, icona dell'arte veneziana e universale, tra i pittori più originali di fine Novecento. Il fratello Gianni, regista di successo, insieme a un gruppo di amici tra cui il compositore Claudio Ambrosini e il critico Toni Toniato, hanno organizzato l'altra sera in suo onore una serata all'Ateneo Veneto. «Svedutismo apokalittico» il titolo dell'incontro, scelto con cura dallo stesso Lodovico. Che proprio dallo studio dei vedutisti veneziani, Guardi e Canaletto, aveva iniziato il suo percorso artistico originalissimo.De Luigi è molto più di un bravo pittore. Incarna in sé una sensibilità e un'intuizione uniche, l'eredità di una famiglia veneziana di grandi artisti. Il padre Mario, maestro dello spazialismo, il fratello Gianni, attore in gioventù e poi autore di celebri documentari sul futuro di Venezia e sui suoi problemi. Una casa di artisti del primo Novecento con la Casa dei Tre Oci dei De Maria, famiglia della madre. Dove passarono poi grandi geni come Arturo Benedetti Michelangeli. De Luigi era grande amico di Stanley Kubrick, Peggy Guggenheim, David Bowie, Federico Fellini. Proprio al maestro del cinema italiano e alle opere da lui ispirate è dedicata la mostra che apre il 26 novembre alla galleria Bugno. Opere diventate classici, come la statua della Libertà affondata in laguna davanti a San Marco. De Luigi è anche l'artista trasgressivo dei Carnevali, con le modelle sui cavalli da lui disegnati e realizzati in gesso e bronzo. «Ho sempre cercato l'anima di Venezia», dice. Intuizioni dei pericoli derivanti dall'acqua, arte e colori. Due anni fa Gianni aveva realizzato un documentario sulla sua famiglia di artisti: "I sommersi" il titolo eloquente. A dire che l'arte è anche in profondità, e pervade l'essenza della città d'acqua. E che i grandi artisti sono stati spesso dimenticati. Ecco allora la scala Contarini del Bovolo rovesciata, i tubi in piazza San Marco e il Canal Grande invaso da creature paurose, le cupole della Salute minacciate dall'alto e il palazzo Ducale in frantumi con le sue colonne a pezzi. E i sommergibili che circondano le bellezze antiche della città dei Dogi.Dalla sua casa di San Barnaba, da dove esce ormai di rado, il maestro ha voluto essere presente alla giornata in suo onore. Un grande Veneziano interprete autentico dell'arte ispirata all'acqua e a Venezia. --ALBERTO VITUCCI© RIPRODUZIONE RISERVATA