Nave gasiera tra Veneto e Friuli «Ma non davanti a Chioggia»

veneziaUna nave gasiera non ancorata, con capacità di 144 mila metri cubi di gas naturale liquefatto (Lng), base a 20 miglia nautiche al largo della costa al confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. E un'imbarcazione più piccola, a far la spola con la banchina in concessione a Monfalcone. Qui il trasbordo su container da 40 piedi per la spedizione a un centro di smistamento e poi alle varie imprese. Questo il progetto a trazione Friuli Venezia Giulia presentato a Roma, Ministero dell'Ambiente, per accrescere l'approvvigionamento energetico e garantire una maggiore quantità di gas a Nordest. Un progetto appoggiato dal presidente Fvg, Massimiliano Fedriga. Sula quale ieri è intervenuto anche il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao. In ragione della possibilità che la nave possa poi essere collocata di fronte a Chioggia. Possibilità che, dice il primo cittadino veneto, non sussiste. «Secondo le informazioni che sono facilmente reperibili nel sito del Ministero della Transizione Ecologica, nella sezione Valutazioni e autorizzazioni ambientali, si stanno esaminando le condizioni per collocare il rigassificatore flottante in mare aperto ai confini tra Friuli e Veneto e non davanti alle coste di Chioggia».«Sono favorevole ai rigassificatori», «dipende da dove si fanno» ha detto sul progetto Fedriga. E dunque, sulla costa - come sarebbe stato l'impianto Gas Natural a Zaule, definitivamente tramontato nel 2018 dopo anni di dibattiti - proprio no. Ma al largo, molto al largo, «quindi con impatto zero anche dal punto di vista paesaggistico», allora sì. Così il presidente Fedriga ha esplicitato e rilanciato la linea tenuta nella partita nazionale dell'energia sull'asse Trieste-Roma: «Non vogliamo il rigassificatore a tutti i costi, ma abbiamo dato disponibilità a fare off-shore in Fvg». --