Il Venezia vuol rinascere di fronte a Fabregas

VENEZIASu quel lago di Como, Alessandro Manzoni ci ambientò uno dei capolavori della nostra letteratura e non solo. Da qui il Venezia vuole riscrivere il suo romanzo a lieto fine, dopo un inizio incerto, diciamo pure balbettante. Se la stesura dei primi capitoli era stata affidata a Ivan Javoric, ora la società si è affidata alla mano di Andrea Soncin, uno della famiglia arancioneroverde e alla seconda esperienza in prima squadra dopo quella delle sei partite in A della scorsa stagione. Stavolta l'acqua non è alla gola come sei mesi fa ma siccome il livello di attenzione si sta alzando, da viale Ancona hanno deciso di cambiare lo sceneggiatore. Dopo una settimana diciamo complicata, il direttore dell'area tecnica Cristian Molinaro rompe gli indugi, ringrazia Javorcic per il lavoro svolto e la società si dice convinta della scelta fatta, seppur "a tempo". «Soncin ha fatto un grande lavoro con la Primavera» esordisce «e abbiamo dimostrato di credere in lui, dandogli questa possibilità. Lavorerà partita dopo partita e poi faremo le nostre valutazioni». Tante motivazioni, dallo stesso Soncin sino alla squadra, chiamata più che mai a raddrizzare una classifica che inizia a preoccupare. Oggi si affronta una diretta concorrente (con la superstar Fabregas inizialmente in panchina, vuole chiudere la carriera a Como) e anche se si è appena alla 12ª giornata si ha la sensazione che nessuno delle due possa sbagliare. Il Venezia fa bene in trasferta, in casa è un disastro e allora guardiamo con un po' di fiducia alla ripartenza odierna. «Ho grande orgoglio per questa nuova opportunità» analizza Soncin «ho davanti una responsabilità ancora più grande rispetto allo scorso anno. Ho accettato subito con grande entusiasmo. L'approccio dei ragazzi è buono, vogliono invertire la rotta e c'è la consapevolezza di voler fare una grande partita a Como». Almeno Soncin parte con un vantaggio: ci sono quasi tutti. Mancheranno Joronen squalificato e Connolly, non convocato, gli ultimi degenti sono disponibili Così in difesa dovrebbero rivedersi Modolo e Ceccaroni, Crnigoj potrebbe trovare spazio sin da subito, mentre è da capire cosa sarà di Cuisance: rilancio immediato o aspettiamo di dargli qualche giro al motore? Soncin è ermetico, non vuole dare vantaggi al collega Longo e solo all'ultimo sceglierà chi mandare in campo. «Ho trovato uno spogliatoio maturo» aggiunge «che ha compreso da subito la scelta della società e vuole uscire da questa situazione. Mi sono confrontato con loro, devo tirare fuori qualcosa da ciascuno. Il talento va messo a disposizione della squadra, non è questione di modulo ma di mentalità. Bisogna ritrovare compattezza e umiltà e in questo gruppo ci sono elementi con molta esperienza internazionale». Per ora Soncin non ha sentito il suo predecessore Javorcic (lo farà nei prossimi giorni) ma terrà conto del lavoro fatto dal croato. «Ho discusso con i ragazzi» dice ancora «sono loro gli attori principali. Abbiamo lavorato su soluzioni diverse rispetto a prima ma senza stravolgere la base. Serve una maggiore compattezza, fondamentale in questa categoria». Oggi pomeriggio vedremo i primi effetti. --Alessandro Ragazzo