Il mercato di Rialto fra rilancio e futuro «I turisti mordi e fuggi sono una risorsa»

La visita «Non credo che il turismo mordi e fuggi sia un disdoro per nessuna città al mondo. Tutt'altro, può essere anch'esso una risorsa. Sì, anche per il mercato di Rialto. Ma dev'essere messo a frutto». C'era anche Umberto Montano, direttore del Mercato Centrale, format diffuso a Firenze, Roma, Torino e Milano, tra gli ospiti della tre giorni dedicata al futuro del mercato di Rialto organizzata dall'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Art in collaborazione con l'associazione Progetto Rialto.Una presenza non tanto per avanzare proposte concrete all'amministrazione quanto per ascoltare e dare, semmai, un contributo al dibattito cittadino. Non poteva che essere altrimenti, vista l'esperienza maturata da Montano in questi anni da direttore del Mercato Centrale che si pone l'obiettivo di riqualificare aree con artigianato e ristorazione di qualità. Un rilancio che attende anche il mercato di Rialto. Solo pochi giorni fa, l'assessore al commercio Sebastiano Costalonga aveva sottolineato l'importanza di portare nel cuore di Venezia l'artigianato di qualità, corsi e opportunità di trasmissione delle conoscenze alle nuove generazioni, magari all'interno delle sansoviniane Fabriche Nuove, oggi sede degli uffici del tribunale civile. Stesso discorso per la proposta di insediarvi la scuola di cucina dell'istituto o Barbarigo. Contrarietà invece all'indicazione di avviare anche a Rialto esperienze di Street food perché la città è già contaminata da esercizi pubblici di vario tipo. «Vorremmo che il mercato rimanesse una realtà distinta, fatta di saperi artigianali e tradizioni», la posizione dell'assessore al commercio. È invece sul dialogo tra le realtà cittadine, compresa quindi quella del turismo, che si concentra la posizione del fondatore del Mercato Centrale. Una visione quindi lontana da quella che definisce «nostalgica», appartenente cioè a una Venezia che non c'è più, e che però si scontra con un dibattito aperto sull'eccesso di presenze turistiche in città a scapito dei residenti. «È sbagliato accusare turismo mordi e fuggi se è meno spendente di quello di qualità», ribatte Montano, «il turismo mordi e fuggi sta al turismo come i social stanno alla comunicazione, serve governarlo e perché no cavalcarlo e trasformarlo in risorsa. Venezia è la città più bella del mondo, il problema è capire come far sì che queste visite si trasformino in vantaggi per la città. Poi c'è cultura del cibo, da valorizzare soprattutto in Italia».Cibo di qualità e street food, due concetti che per il fondatore del Mercato centrale non vanno sovrapposti. «Qui da noi ci sono grandissimi artigiani del gusto che sono una risorsa incredibile», continua Montano, «vanno agevolati a svolgere la professione anche nei luoghi di accoglienza turistica per non farli diventare dei "mangimifici"». Da qui l'importanza di mettere al centro la tradizione e, nel caso di Rialto, la cultura del pesce. «Credo che la soluzione ideale per Rialto debba essere frutto di uno studio attento che deve coinvolgere molte realtà, a partire da politica», conclude Montano, «Serve una attualizzazione del mercato, va visto come deve diventare e non come era 50 anni quando si andava a fare la spesa con mamma e papà. Non è più quello. Ora professionalità e tradizione devono essere a disposizione di tutti, anche di chi arriva in giornata. Lo splendore di Venezia nei secoli si è costruito proprio grazie ai suoi scambi con il mondo». --eugenio pendolini© RIPRODUZIONE RISERVATA