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L'INTERVISTA«Sulla transizione energetica il Veneto è in ritardo e manca di una prospettiva operativa». Arturo Lorenzoni, portavoce dell'opposizione in Consiglio regionale nonché docente di Economia dell'energia all'Università di Padova, non ne fa una questione politica. «L'emendamento alla legge sulle grandi concessioni idroelettriche che "premia" le società a partecipazione pubblica è mio e penso sia un utile contributo. Qui si tratta di fare il possibile per spingere sulla transizione energetica. La Regione è in ritardo e non c'è più tempo».Una sollecitazione che si ripete da tempo, in realtà...«Sì, solo che l'attuale congiuntura energetica non c'è mai stata. Il prezzo del gas è sceso del 12,9% ad ottobre, ma è destinato ad aumentare di nuovo nei mesi invernali. È questo il momento per dare un'accelerata agli investimenti sul fotovoltaico».C'è un recente accordo tra Regione e Gse per arrivare a un piano che vuole, secondo quanto detto dal presidente Zaia, portare il Veneto all'autonomia energetica.«Chiariamo, tutto serve e quindi ben venga anche questo protocollo. Ma non è operativo, Gse aiuterà la Regione a redigere il piano energetico».Siamo fermi a quello del 2017 dice lei, pre pandemia, pre guerra in Ucraina e pre crisi energetica. «Darsi degli obiettivi e individuare le tecnologie sulle quali si vuole puntare è già importante. Il fatto è che ora se un investitore vuole fare un impianto a biometano o fotovoltaico non sa se incontrerà o meno il favore della Regione, e quindi sposta il suo investimento dove queste certezze le ha». In altre regioni funziona diversamente?«In Emilia Romagna, ma anche Puglia e Lombardia hanno maggiore programmazione su questo fronte».Ma il Veneto si è dato addirittura una legge regionale per regolamentare gli impianti fotovoltaici.«Ecco, appunto. La legge in questione dice che il fotovoltaico a terra è escluso dalle aree agricole di pregio e che queste devono essere definite dalle Province. E che accade? La Provincia di Verona, ad esempio, ha detto ai Comuni di individuarle e questi, per non sbagliare, dicono che tutta l'area agricola sul loro territorio è di pregio. E così bloccano gli investimenti del fotovoltaico a terra».Meglio veder spuntare distese di campi fotovoltaici ovunque? «No, certo. Il processo va guidato, ma non stoppato. E invece si sta stoppando».Riferendosi alle parole del sottosegretario alla Cultura Sgarbi, lei ha detto "che l'idea di un paesaggio intoccabile, e in quanto tale destinato a sparire per il cambiamento climatico in atto, è scellerata". Un po' forte, no? «Le faccio un esempio, dal tetto di Palazzo Ferro Fini ho fotografato la giungla che sorge sui tetti di Venezia: antenne, pompe di calore, tetti in lamiera. Uno schifo. Meglio un tetto in lamiera o un tetto con un impianto fotovoltaico integrato? È chiaro che i tetti dei capannoni restano la prima scelta, ma detto questo continuare a far conto sull'energia fossile, con i rischi connessi, è un'ingiustizia troppo grande verso i nostri figli».Su quale fonte deve puntare il Veneto?«Il fotovoltaico è la fonte con la maggiore potenzialità, anche con investimenti diffusi».Quale quota di fabbisogno energetico si può arrivare a coprire?«Tanto più cresce il numero di impianti tanto più è strategico l'accumulo. E in prospettiva, così, si può arrivare anche alla copertura del 100% del fabbisogno».Si è parlato di eolico in mare al largo delle coste venete...«A me hanno sempre detto che i venti buoni per l'eolico in mare ci sono da Ancona in giù. Resto sorpreso... Tuttavia, avanti con giudizio».L'ex presidente dell'Eni Bernabè, al nostro evento Alfabeto del futuro, ha detto che anche per le trivellazioni in mare esistono nuove tecnologie. «Si possono usare tutte le tecnologie possibili, ma il pericolo subsidenza resta. E poi, che senso ha investire ancora nel fossile? Non ce lo possiamo più permettere».Un po' di gas continuerà a servirci, no?«Certo, ma l'alternativa esiste ed è il biometano. Anche qui siamo in mega ritardo, eppure non c'è conflitto con l'uso alimentare dei terreni».Vede un colpo di reni sulla politica energetica regionale? «Non c'è una prospettiva operativa. È stato fatto un emendamento a bilancio sul debito da 80 milioni per realizzare la pista da bob a Cortina. Ora questi fondi ha detto che li assicura il governo: a questo punto usiamoli per impianti fotovoltaici nei parcheggi degli ospedali. Il Veneto assuma una prospettiva in cui il pubblico è attivo negli investimenti allentando, così, i costi della bolletta energetica per la pubblica amministrazione». --MATTEO MARIAN