Multe autovelox, stangata da 17 milioni più di metà per eccesso di velocità

Marta Artico / veneziaAmmonta a quasi 17 milioni di euro, per l'esattezza 16.712.566 euro, l'importo derivante dalle sanzioni al codice della strada nei comuni della Città metropolitana di Venezia nel 2021. La metà dei proventi è dovuta a multe per eccesso di velocità: automobilisti che sfrecciano oltre i limiti immortalati da autovelox, "pizzicati" con il telelaser, violazioni semaforiche, T-red. Cifre e numeri sono stati elaborati da Adico sui dati del dipartimento finanze del Mef. Il Comune di Venezia, il più grande per numeri ed estensione, è in testa con 7 milioni 600 mila euro, il secondo è Mira. Subito dopo nella classifica, non vengono solo comuni di grandi dimensioni, ma che si trovano in zone di passaggio, meta turistica, attraversati dalle arterie stradali più affollate e trafficate, oltre che, purtroppo, insanguinate. Il Miranese da solo (Mirano Spinea Noale, Martellago e Salzano), ha incassato 1milione 300 mila euro, la Riviera del Brenta forte dei comuni di Dolo Fiesso, Fossò e Campagna Lupia, si avvicina a 1milione 281 mila euro. Jesolo è in testa con 950.787 euro, anche sulla scorta dell'attività legata ai tantissimi turisti che si riversano nelle spiagge e si mettono in coda per il mare. Senza dimenticare gli autovelox di Jesolo paese e i controlli degli agenti appostati lungo le strade. Chioggia, città sempre più turistica ha raggiunto la cifra di 867.970 euro (vedi alla voce autovelox lungo la Romea) quello di Ceggia, dove si trova un T-red lungo la statale 14, incrocio ponte sul Piavon, da solo ne ha incassati 558mila. Cifra alta per Musile, 360mila e rotti, con un velox lungo la Triestina. eccesso di velocitàGuardando i proventi pro capite, Ceggia, essendo piccolo e avendo poco più di seimila abitanti, ha la più alta percentuale pro cittadino, addirittura 90 euro a persona di incassi provenienti dalle contravvenzioni. Alti anche Cona, Fossalta di Portogruaro, Mira e Jesolo. La più bassa è quella di Camponogara.La maggior parte degli incassi, proviene da multe per eccesso di velocità, automobilisti che "pigiano" sull'acceleratore. Venezia ne è un esempio. Degli oltre 7 milioni, due e mezzo, il 32 per cento, proviene da automobilisti che sfrecciavano oltre i limiti "pizzicati" da agenti della polizia municipale, t-red, autovelox. A Chioggia siamo al 30 per cento, a Jesolo addirittura il 44 per cento, quasi la metà, 425mila euro. Investimenti in sicurezzaLa maggior parte del denaro derivante da multe e contravvenzioni, viene investito in interventi di messa in sicurezza. Ad esempio, a Venezia, 640 mila euro sono stati spesi per la sostituzione, ammodernamento, potenziamento della segnaletica delle strade, altrettanti per l'acquisizione di mezzi e attrezzature. Ma anche sistemazione del manto stradale, redazione dei piani, interventi a tutela degli utenti deboli, educazione stradale nelle scuole di ogni ordine e grado. E ancora due milioni e mezzo sono stati spesi per infrastrutture stradali.«I proventi derivanti dalla violazione del codice della strada rappresentano una risorsa spesso importante per le casse dei Comuni» commenta il presidente Adico, Carlo Garofolini «Sono somme vincolate ma a nostro giudizio la parte di introiti riservata alla messa in sicurezza delle strade è ancora del tutto inadeguata. In questo momento, dove il tema della sicurezza stradale, soprattutto nella nostra provincia, è al centro di molti dibattiti, a nostro giudizio si dovrebbero dirottare più fondi alla manutenzione della strade e alla messa in sicurezza delle infrastrutture risparmiando di più sugli acquisti di strumenti repressivi come le telecamere». E ancora: «Da sempre chiediamo l'installazione di semafori conta-tempo, molto più importanti delle telecamere che multano l'auto che si ferma sopra la riga bianca di arresto».«l'anomalia di mestre»Chiude: «A Mestre rileviamo situazioni anomale sul fronte delle sanzioni. Gli ausiliari o i vigili che si scatenano cinque minuti prima delle 20, quando scatta la gratuità del parcheggio, fanno pensare a una accanimento per fare cassa». --© RIPRODUZIONE RISERVATA