Balzello di 3 euro sulle visite mediche per far fronte ai costi energetici

Il cartello recita testuale: «Avvisiamo i gentili pazienti che dalla data 12 settembre 2022, il Centro di medicina applicherà, per far fronte a maggiori costi energetici, un importo aggiuntivo sulle fatture emesse. Grazie, la direzione». Siamo in viale Ancona a Mestre, e l'avviso è posto sotto al bancone delle prenotazioni delle visite radiologiche del Centro di Medicina, vedi alla voce, solo per fare un esempio, mammografie. Ma la stessa cosa vale per tutte le prestazioni specialistiche. La motivazione è presto detta ed è intuibile: il colosso della sanità privata con centri in tutto il Veneto ha dovuto rivedere al rialzo le tariffe per le prestazioni sulla scorta delle maxi bollette che stanno arrivando e che stanno raggiungendo importi di milioni di euro. Costi non preventivati, che pesano sulle strutture. Il ritocco è di 3 euro in più in aggiunta al costo medio di una prestazione che si aggira attorno ai 120 euro. Tornando all'esempio della mammografia, visto che siamo ancora nel mese rosa della prevenzione femminile, il prezzo finale è 155,50 euro, nella ricevuta che viene rilasciata, nella massima trasparenza, c'è la voce "maggiorazione per incremento costi energetici", che pesano 3 euro nell'esame clinico strumentale, che altrimenti costerebbe 152, perché 2 euro sono di bollo. Il caro-energia che investe ogni settore, nella sanità lo paga il cittadino, come avviene per il carrello della spesa e per tutti gli altri frangenti della vita quotidiana. C'è chi borbotta, chi protesta più vivacemente e chi reclama. Perché la salute, è uno di quegli ambiti in cui non si scherza, messo da parte prima per l'emergenza Covid, che ha ridotto controlli e visite, e che subirà una flessione a causa degli aumenti. L'amministratore delegato del Centro, Vincenzo Papes, non nega gli aumenti, anzi li spiega. «Purtroppo è così» dice «abbiamo scelto di muoverci in questa maniera e lo abbiamo dichiarato. Abbiamo fatto un conteggio semplice, all'inizio di quest'anno sono aumentate le bollette, ma i prezzi sono raddoppiati, se non triplicati, da metà anno. Abbiamo calcolato che a fine anno avremo 1 milione e 300 mila ero di aumenti, tra gas ed elettricità, tra tutte le nostre strutture, che sono 40».In provincia di Venezia sono sei: Mestre ne conta tre, poi ci sono Marcon, San Donà di Piave, Mirano e Portogruaro. «Abbiamo cliniche dove ci sono sale operatorie, strumentazioni delicate, non si spegne il bottone o si chiudono le fonti di alimentazione, non si possono lasciare senza luce o energia». Da qui la maggiorazione dell'importo, 3 euro fino a 250, 5 sopra. Ma la maggior parte delle prestazioni, il 90 per cento, stanno all'interno del primo range. «Potevamo aumentare direttamente e far pagare una mammografia 160 euro per recuperare, ma non vogliamo che l'aumento fosse per sempre. Domani. Non appena si tornerà alla normalità, andremo a toglierlo». L'impegno, dunque, è di tornare al prezzo precedente appena possibile. «Siamo stati trasparenti, logico che chi vede l'aumento si infastidisce, e ci dispiace. Ripeto, dobbiamo tenere conto di tutti i costi altrimenti non stiamo in piedi e ricordo che la nostra società da vent'anni non distribuisce utili perché investe su qualità e prestazioni. . Abbiamo ricevuto reclami, ma molto pochi, ce ne aspettavamo di più». Ad intervenire il presidente di Adico, Carlo Garofolini: «Abbiamo rilevato questo problema da qualche settimana, non è ammissibile scaricare sul paziente i costi dell'energia, come accadeva con i costi Covid, capiamo le difficoltà del centro, ma non si possono far ricadere i costi sui pazienti. Il denaro per andare in pari dovrebbe stanziarlo la Regione, visto che per prenotare una visita negli ospedali pubblici i pensionati che faticano ad arrivare a fine mese devono attendere mesi e mesi. Pertanto il privato e privato convenzionato, andrebbe sostenuto». --Marta Artico© RIPRODUZIONE RISERVATA