Piantedosi e lo stop alle navi Ong «Ora intese con i Paesi d'origine»

il casoGrazia Longo / romaMentre Lampedusa deve fare i conti con salvataggi in extremis e gestione delle troppe vittime nella piccola camera mortuaria del cimitero, la politica si infiamma sull'emergenza migranti. Oggi a mezzogiorno è previsto al Viminale il primo Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi. Nella riunione - cui parteciperanno i vertici delle forze dell'ordine e dell'intelligence, nonché il comandante generale della Guardia costiera, ammiraglio Nicola Carlone - verrà approfondito il tema del contrasto ai flussi migratori irregolari. Ha fatto molto discutere negli ultimi giorni, tra i banchi dell'opposizione e le associazioni umanitarie, la direttiva inviata da Piantedosi alle Capitanerie di Porto relativamente alla valutazione del divieto d'ingresso nei porti italiani ad Ocean Viking e Humanity 1. Il ministro ha definito la condotta delle due imbarcazioni non «in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all'immigrazione illegale». Si valuta, così, di imporre alle due navi il divieto di ingresso nelle acque territoriali. E al Tg5 di ieri sera ha aggiunto: «Per il futuro la linea sarà: basta navi che trasportano migranti nel Mediterraneo. Faremo una forte azione di intesa con i Paesi di origine dei transiti - Tunisia, Libia, Egitto e Algeria - per governare i flussi».Stamani la questione sarà inevitabilmente al centro della discussione del Comitato nazionale che potrebbe sposare la linea delineata da Piantedosi per far emergere criticità e possibili soluzioni da inserire in un provvedimento da presentare in Consiglio dei ministri. L'ipotesi, intanto, ha scatenato proteste e indignazione. Il senatore del Pd Walter Verini domanda retorico: «Ma è possibile che il primo atto della destra verso il dramma dei migranti che muoiono in mare, invece di pensare al dovere di salvare vite, sia quello di colpire le Ong? ». E la deputata Elly Schlein insiste: «Dobbiamo dire basta alla criminalizzazione delle organizzazioni non governative che stanno solo supplendo alla grave mancanza di una missione di ricerca e soccorso europea, come chiediamo da tempo. Mentre Meloni diceva in aula che non avrebbero toccato i diritti di nessuno, il ministro dell'Interno mandava diffide alle Ong». Per la capogruppo del Pd al Senato Simona Malpezzi «non è accettabile chi criminalizza chi salva vite umane in mare». E Medici senza Frontiere chiosa: «Salvare vite in mare non è solo un dovere morale, ma rappresenta anche un obbligo legale, che tutti gli Stati hanno il dovere di assolvere». Sul versante opposto, invece, il leader della Lega e ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini è sul piede di guerra. «Questo governo farà rispettare regole e confini» scrive a fianco di un articolo online dal titolo "Clandestini all'arrembaggio, le Ong premono sull'Italia, ma la pacchia è finita". E il ministro degli Esteri e coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani rimanda la discussione a livello europeo: «Finora nel governo di missione Sophia e migranti non si è parlato sul serio». Intanto l'emergenza è in corso: tra martedì e ieri sono stati soccorsi quasi 1.200 migranti dalla Guardia costiera al largo delle coste siracusane. Complice il bel tempo, si intensifica l'ondata di sbarchi degli ultimi giorni che porta il totale degli arrivi nel 2022 a superare quota 80 mila, il 66% in più rispetto allo scorso anno. E il sindaco di Lampedusa Filippo Mannino deve fare i conti con una situazione esplosiva: «Sono costantemente in contatto con prefettura e forze ordine, perché riceviamo chiamate ogni due tre ore per cadaveri e sbarchi». Ieri, inoltre, sono scesi in piazza, all'Esquilino a Roma, oltre 40 associazioni per chiedere di non rinnovare il Memorandum con Libia per il contrasto all'immigrazione illegale in virtù del quale viene riconosciuta la guardia costiera libica come soggetto delegato al contrasto dell'immigrazione. Presenti anche alcuni esponenti del centrosinistra, come Elly Schlein, Laura Boldrini, Matteo Orfini e Arturo Scotto. Il deputato Aboubaka Soumahoro ha chiuso con un appello a favore della cittadinanza per i bambini figli di stranieri nati in Italia e rivolto ai parlamentari: «Andiamo insieme sulle navi a salvare vite umane». Tra le organizzazioni al sit-in Alarm Phone, Amnesty International Italia, Centro Astalli, Emergency, Medici senza Frontiere. L'accordo venne firmato dal governo Gentiloni nel 2017 e se entro il 2 novembre il governo italiano non revocherà o modificherà il Memorandum verrà rinnovato automaticamente per altri 3 anni. --© RIPRODUZIONE RISERVATA