I sindacati si schierano con le donne iraniane

la manifestazioneTeheran chiama, i sindacati rispondono: piccolo presidio di una trentina di persone ieri a Campo San Maurizio, davanti alla Prefettura, manifestazione lanciata in contemporanea anche negli altri sei capoluoghi veneti. A convocare la manifestazione in solidarietà con le donne e uomini iraniani che da oltre un mese manifestano contro il regime degli Ayatollah sono stati i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil per chiedere che il nuovo governo prenda una posizione di netta e chiara condanna della repressione del regime. Parola d'ordine, sempre, "Donna vita e libertà", lo slogan che dall'Iran ha animato le manifestazioni anti-regime di tutto il mondo, come quelle che si sono svolte lo scorso mese in laguna. «In piazza per dire alla comunità iraniana che siamo dalla loro parte: ogni popolo ha diritto di vivere in pace e libertà», commenta Ugo Agiollo segretario Cgil di Venezia. «Non siamo indifferenti a quello che accade in Iran e alle loro proteste per il diritto di vivere come si vuole», aggiunge Monica De Stefano della segreteria Ust- Cisl della elezione locale. «Come sindacato puntiamo a realizzare un sit-in mensile per tenere alta l'attenzione sui diritti delle donne, dall'Afghanistan all'Iran», conclude Renzo Pesce, segretario Spi-Uil provinciale. Ad aggiungersi alle proteste di ieri, oltre alla sezione maestrina di Amnesty, anche le associazioni studentesche: «Vicini ai giovani che protestano in Iran, come studenti difendiamo la libertà di vivere e di esprimersi in ogni parte del mondo», spiega Marco Dario dell'Unione Degli Universitari. --luca cirese© RIPRODUZIONE RISERVATA