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RomaSulla gestione dell'emergenza Covid si va verso una commissione d'inchiesta, che ora tutti sembrano volere, dal centrodestra al Pd, passando per il terzo polo. Solo che mentre Lega (che propone una Bicamerale) e FdI puntano il dito contro i presunti ritardi del Conte II nell'assumere le iniziative di contrasto al virus, i dem vogliono mettere sul banco degli imputati le regioni di centrodestra, colpevoli a loro dire di aver remato contro le necessarie misure restrittive. «Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura - sottolinea il ministro per i rapporti col Parlamento Luca Ciriani - Matteo Renzi l'aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell'opposizione». Una dichiarazione che suona come un assist a Italia viva che aveva espresso «grande soddisfazione» per l'intenzione di Fratelli d'Italia di istituire la commissione. Il leader di Iv al momento fa un passo induetro: «Vediamo se, dove e come la fanno, per paradosso avrebbe una sua logica anche se a guidarla fosse un esponente di FdI, uno che era all'opposizione nella scorsa legislatura». L'alleato Carlo Calenda ne minimizza la portata, dicendo «può essere utile farla, ma senza colpevolizzare Conte e per poi voltare pagina». Non solo con i precedenti governi, ma anche con gli organismi tecnico-scientifici, come Iss e Cts, è sembrata prendersela Giorgia Meloni nel suo discorso bis al Senato. «Riconosciamo il valore della scienza, certo - ha detto la premier - per questo non la scambiamo con la religione. Quel che contestavamo delle scelte prese da precedenti governi è che non ci fossero evidenze scientifiche alla base di alcuni provvedimenti. Non c'erano certezze che i vaccini facessero bene ai ragazzi di 12 anni, ma li abbiamo vaccinati, quando tutti erano d'accordo che a loro facesse bene lo sport, ma gli abbiamo impedito di farlo. Abbiamo impedito una cosa sulla quale c'erano certezze e obbligato a un'altra, la vaccinazione, sulla quale non c'erano evidenze scientifiche». Parole nel segno della discontinuità nella gestione dell'epidemia, che sembrano escludere un ritorno a restrizioni nel caso il virus dovesse rialzare la testa. -- PA. RU.© RIPRODUZIONE RISERVATA