Trovato morto dalla madre a 34 anni

ANNONE VENETOLo ha trovato ieri mattina alle 10, ormai senza vita, la mamma che lo cercava da due giorni: era nel bagno esterno del cimitero di Annone, una struttura che la vittima conosceva bene, perché al suo interno aveva lavorato fino a poche settimane fa. Così è stato scoperto il corpo del 34enne Mirko Zuccolin, originario di Belfiore, frazione di Pramaggiore, fino a poco tempo fa dipendente, nel settore del personale socialmente utile, in Comune ad Annone. Il sospetto, molto forte, è che a uccidere Mirko sia stata un'overdose da stupefacenti. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Pordenone, che ha chiesto l'aiuto dei carabinieri della compagnia di Portogruaro e, nello specifico, della stazione di Annone. Entro pochi giorni, poi, la Procura pordenonese farà eseguire l'autopsia a un medico legale di sua fiducia. Mirko Zuccolin era nato a Portogruaro, l'ospedale all'epoca più vicino, nel gennaio 1988. Aveva frequentato l'Ipsia monsignor d'Alessi e poi aveva vissuto con vari lavori, fino agli ultimi, che lo hanno visto collaborare con l'amministrazione comunale annonese. L'ultima volta, prima di sparire, era stato visto giovedì scorso, in un bar nelle vicinanze del municipio di Annone Veneto, in una zona centrale. Su quell'esercizio si concentrano gli sforzi degli inquirenti, per capire chi abbia contattato o con chi si sia incontrato.Pur vivendo a Belfiore di Pramaggiore, Mirko si vedeva spesso girare tra Portogruaro e Annone, ed era qui il suo posto del cuore. Lo ricorda molto bene l'assessore alla sicurezza di Annone, Lino Gianotto, che di lui traccia un ricordo molto bello, avendolo seguito nel personale socialmente utile. «Io parlo per quanto l'ho conosciuto. Lo seguivo come tutor», racconta Gianotto, «Mirko Zuccolin era una brava persona, che svolgeva i suoi compiti in modo concreto, adoperandosi per la comunità di Annone Veneto. Ha lavorato con noi fino all'estate scorsa. Era particolarmente produttivo ed entusiasta di lavorare». Il racconto di Gianotto si conclude con un rimpianto: «Negli ultimi giorni di lavoro, prima cioè del termine già previsto, gli ho spedito un messaggio di congratulazioni. Si stava applicando molto, senza alcun risparmio, nelle strutture comunali. Mi sono fatto avanti. Gli ho ricordato che, se mi avesse chiesto un aiuto per un inserimento lavorativo, mi sarei adoperato. Non c'è stato il tempo, probabilmente, per dargli un altro lavoro». Attorno al cimitero di Annone Veneto si è radunata una piccola folla di curiosi. Poco dopo le 13, la notizia ha raggiunto il vicino comune di Pramaggiore. Fausto Pivetta, il sindaco: «Io credo che, di fronte alla morte prematura di un ragazzo di appena 34 anni, occorra fermarsi un attimo e riflettere, anche su quanto sta accadendo nelle nostre comunità. Non possiamo far finta di nulla. Se una persona ha bisogno di aiuto le Amministrazioni e l'Azienda sanitaria 4 restano a disposizione, con tutti gli strumenti a disposizione e il personale, per affrontare qualunque situazione. La morte di Mirko», conclude il sindaco, «mi angoscia e addolora. Siamo tutti affranti». Sconfitti per non essere riusciti ad aiutare chi forse ne aveva bisogno. --Rosario Padovano © RIPRODUZIONE RISERVATA