È decibel selvaggio in laguna Venezia capitale del rumore

la protestaDecibel selvaggio in laguna. Da città lenta, dei silenzi, Venezia sta diventando città del rumore.Motori e scarichi, cantieri edili con martelli pneumatici, esercizi pubblici e diffusori musicali ad alto volume nelle strade. Proteste diffuse, in queste settimane di settembre. E una situazione che rischia di diventare ingovernabile. Pochi i controlli, pochissimi i rilievi effettuati sui decibel, per cui occorrono apparecchiature sofisticate e tecnici autorizzati dell'Arpav. E la protesta aumenta. Il regolamento sui limiti massimi del rumore è stato rifatto dal commissario Zappalorto nel marzo del 2015. Poi corretto nuovamente dal Consiglio comunale nel 2019. Sono previste deroghe alle lavorazioni edili e alle manifestazioni. Per i cantieri che durano fino a tre giorni in orario tra le 8 e le 19, si può derogare senza autorizzazione fino a 70 decibel. Il rumore definito fastidioso nelle case è quello superiore ai 50 decibel. E in molti casi il livello è più alto. Trattandosi di martelli pneumatici che demoliscono pavimenti o intonaci, approfittando dei benefici fiscali diffusi. Il proliferare dei cantieri, dunque. Anche quelli pubblici, come quelli per il rifacimento dei sottoservizi. Lavori che producono rumore e spesso non rispettano più nemmeno gli intervalli "del riposo", pur se ridotti nell'ora in cui gli operai vanno a mangiare, da mezzogiorno alle 14. Ma anche delle imbarcazioni senza silenziatore e con i motori potenti. I taxi che non hanno lo scarico in acqua, i barconi del trasporto che sempre più spesso escono dai rii al massimo dei giri in marcia indietro. Non fanno eccezioni le barche compattatrici di Veritas per il trasporto dei rifiuti. Una flotta "antica", con motori che producono rumori a volte per ore fermi sulla stessa riva che ora dovrebbe essere modernizzata.Simile il problema delle barche per l'espurgo dei pozzi neri. Il loro utilizzo è stato reso obbligatorio dalla Legge speciale del 1991. E i motori ad alti giri producono rumori, fumi, vibrazioni. Rumori e musiche moleste vengono anche dai chioschi per strada che vendono bibite ai passanti. Eppure qui il regolamento del Comune parla chiaro, e vieta l'emissione sonora sulla pubblica via con apparecchi acustici. Non ammette deroghe "ordinarie", se non per lo svolgimento di manifestazioni straordinarie. Il traffico anche pedonale e gli assembramenti davanti ai bar della movida, in Erberia, Santa Margherita e Ormesini. Ma soprattutto quello a motore. I propulsori senza silenziatori e i barchini con musica a tutto volume a volte anche di notte. Risultato, alcune zone della città stanno diventando invivibili. Al livello delle aree più esposte al traffico automobilistico della terraferma. Un gruppo di cittadini ha annunciato un appello al sindaco con una proposta di modifica del regolamento e delle deroghe. --A.V.© RIPRODUZIONE RISERVATA