Antenucci, quella giovane punta che fece sognare

IL GRANDE EXUn tuffo al cuore, e nella porta del Padova. Correva la stagione di C1 2007/08: quella del centenario in maglia granata, la terza dell'èra Poletti, la prima post "Di Costanzo show". Aspettative a mille, dopo la B sfumata ai playoff l'annata precedente. Invece fu l'inizio della fine. Quattro cambi di allenatore, le prime crepe societarie con tanto di punto di penalizzazione per inadempienze finanziarie. E una primavera da incubo: sette ko nelle ultime nove partite, presagio di fallimento. La fiammella nel buio? Un giovane attaccante, capelli rossastri e voglia di spaccare il mondo. Ha 23 anni, arriva in prestito dal Catania e per tutto l'illusorio girone d'andata è la riserva di Manolo Gennari. Eppure non ci sarà tifoso del Venezia, al termine del campionato, che non abbia imparato a urlare il suo nome sulle note baritonali dello speaker del Penzo: "Ha segnato lui, Miiirco Antenucci!".IN GOL PER LA STORIA.Che fosse un giocatore da gare pesanti si era capito subito, appena mister D'Adderio decide di inserirlo nel giro dei titolari. Il primo squillo arriva il 13 gennaio, sul campo del Cittadella: Antenucci combina con Veronese e fa secco Pierobon, miraggio prima della rimonta granata. Perché così il Venezia scivola fuori dalla zona playoff per non farvi più ritorno. Si mette male, poi peggio, in panchina tocca a Michele Serena. Il debutto del nuovo allenatore è un altro derby: il più sentito, a Sant'Elena contro il Padova. Gli arancioneroverdi sono reduci da tre sconfitte di fila. Non battono gli eterni rivali dal 1997. E vanno sotto nel punteggio dopo pochi minuti. Ma quel giorno tira un'aria diversa: da Poggi a Mattielig fino a Scantamburlo, veterani in trance agonistica. Veronese la riprende. Poi il secondo tempo è un perenne arrembaggio della squadra di casa. Al 79', capitan Collauto crossa teso dalla destra: ed eccola, sul secondo palo, la zuccata vincente di Antenucci. Puntuale, insospettabile. È un gol liberatorio, per un Venezia che non ha più nulla da chiedere alla sua stagione e che nelle successive sprofonderà nel baratro. Per questo, ancora di più, quell'attimo andava goduto ieri e ricordato oggi. ERA SCRITTO. E Mirco? Si congeda dalla laguna con un capolavoro. L'unica vittoria dopo quel derby è alla quartultima contro il Monza, 13 aprile 2008. Sull'1-1, Antenucci si inventa una rovesciata da impazzire sotto il settore ospiti. Poi si ripete al 90', firmando il poker con un gran destro a giro. Il Penzo si alza in piedi per un'anomala standing ovation: ormai è chiaro a tutti, che si tratta di un talento destinato ad altri lidi. Catania e Torino, Leeds e Spal. La Serie A. 208 gol da professionista. Oggi ha 38 anni e guida ancora l'attacco del Bari, capolista a sorpresa di questa Serie B. Sabato, per la prima volta dopo 14 anni, tornerà in Rio di Sant'Elena da avversario. --Francesco Gottardi