«Dal romanzo al cinema, è una vera gioia e le mie pagine sono in buone mani»

intervistaAlberto FassinaIl libro "Le parole lo sanno", dello scrittore veneto Marzo Franzoso diventerà presto un film. Nei mesi scorsi c'era già stata qualche indiscrezione, ma dopo l'annuncio sulla prestigiosa rivista Hollywood Reporter è arrivata la conferma arricchita da altre informazioni che fanno capire quanto questo progetto stia assumendo un respiro internazionale. Alla scrittura sta lavorando Alessandro Camon, sceneggiatore e produttore padovano da molti anni residente negli Stati Uniti. Camon è stato recentemente protagonista alla Mostra del Cinema di Venezia dove ha presentato il suo ultimo lavoro "The Listener", scritto da lui e diretto da Steve Buscemi. Regista dell'adattamento del libro di Franzoso saràPeter Webber, noto al grande pubblico per aver diretto "La ragazza dall'orecchino di perla" uno dei film che ha contribuito al successo mondiale di Scarlett Johansson e alla riscoperta del pittore Johannes Vermeer. Il film sarà girato in lingua inglese. «Mi fa molto piacere, che il secondo film che viene tratto da uno dei miei romanzi, abbia ancora una volta diversi elementi internazionali» spiega Marco Franzoso. «Mi piace pensare che le storie che racconto abbiano il loro punto di forza nei personaggi e nel racconto in sé. E quando c'è una storia capace di parlare a tutti allora la collocazione di quella vicenda diventa secondaria. Lo fece già Saverio Costanzo che portando sullo schermo "Il bambino indaco" scelse di girare il film a New York con un attore del calibro di Adam Driver». Ha già iniziato ad avere un confronto con i due autori che stanno lavorando all'adattamento del suo romanzo? «Con Alessandro Camon e Peter Weber ci siamo incontrati l'inverno scorso. Abbiamo passato qualche giorno assieme proprio qui a casa mia, a Camponogara. Di Alessandro avevo molto amato "Oltre le regole", il film per il quale fu nominato all'Oscar. Ammiro molto anche il lavoro di suo padre Ferdinando. In quei giorni ho capito che entrambi, sceneggiatore e regista, avevano l'idea di fare alcune modifiche ai personaggi, ma allo stesso tempo mi sono sentito rassicurato dal fatto che l'intenzione fosse quella di mantenere il senso profondo della storia. Penso che un libro quando diventa film debba per forza di cose essere tradito. Diciamo che per essere tradito, mi sento in buone mani». Come racconterebbe la storia di "Le parole lo sanno"? «È il racconto di due persone che pensano di essere arrivate a fine corsa. C'è un uomo che ha una malattia terminale e una giovane donna che si trova ad affrontare un problema molto grave con il marito. Non hanno più speranza. Ma dal loro incontro e dal racconto delle reciproche storie scoccherà qualcosa. Mi sono ispirato al racconto "La breve vita felice di Francis Macomber" di Hemingway, nel quale si racconta di un uomo che, anche se per pochi istanti, può dire di essere stato felice. Se si arriva a questa consapevolezza si dà senso all'esistenza».Da pochi mesi è uscito il suo nuovo romanzo, "La lezione". Potrebbe seguirne un nuovo film?«Effettivamente sì. C'è un grande interesse nei confronti di quella storia. Forse scrivo in modo visivo. Da quest'inverno non avevo avuto molte notizie riguardo l'evoluzione del progetto legato a "Le parole lo sanno" ma ora so che le riprese sono previste per i primi mesi del prossimo anno. Un autore scrive, poi la sua storia viene letta e accolta da altri, come è giusto che sia. Può rimanere nel cuore e nella mente del lettore o può diventare altro. In attesa di vedere come si trasformerà, scrivo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA