Casseforti nell'Idrovia recuperato un forziere del Banco Ambrosiano

VIGONOVOSono state recuperate ieri di primissima mattina le casseforti dell'ex mafia del Brenta rinvenute nell'area dell'Idrovia, oggi parco Sarmazza. L'operazione è stata portata avanti dal Comune di Vigonovo, ora le casseforti sono nei magazzini dell'ente locale. «Il materiale sarà stoccato in uno spazio comunale e rimarrà a disposizione della magistratura e dei carabinieri», spiega il sindaco di Vigonovo, Luca Martello, «Con questo recupero si chiude una vicenda che ha destato molto interesse nei cittadini e negli appassionati delle vicende dalle bande criminali negli anni passati in queste nostre zone».Le casseforti vuote erano state sepolte nell'area dell'Idrovia, vicino alla frazione di Galta, una trentina d'anni fa da bande dedite a furti e assalti alle banche e nei Comuni. Dalle diciture delle casseforti recuperate si scopre come una appartenesse al Banco Ambrosiano. Le bande dedite ai furti erano tollerate dalla banda Maniero, che si serviva di queste per poter avere materiale per fabbricare false carte di identità o passaporti. Queste vecchie casseforti ora diventeranno simbolo della cultura della legalità. «Continueremo a promuovere la cultura della legalità mettendo queste casseforti a disposizione di una iniziativa che, assieme al presidente della Conferenza dei sindaci della Riviera del Brenta, Marco Dori, riteniamo possa contribuire ad aumentare la conoscenza dei tanti risvolti di danno che queste bande hanno arrecato ai nostri territori», chiarisce Martello, «Vite sacrificate, soldi spesi e ore lavorate da forze dell'ordine e autorità sono state sottratte alle comunità». Ora i Comuni si metteranno al lavoro e per la prossima primavera cittadini e famiglie avranno una bella sorpresa nei parchi pubblici. «Con le casseforti», conclude Martello, «saranno realizzati dei box che saranno collocati nei parchi pubblici e potranno contenere volumi e pubblicazioni che dimostrino il danno subito dalle nostre comunità. Soprattutto i più giovani potranno avere una narrazione compiuta che superi la naturale curiosità e pianti semi di legalità e di riscatto». --Alessandro Abbadir © RIPRODUZIONE RISERVATA