«Vicario merita l'azzurro ha sempre saputo aspettare»

Michele Contessa / VENEZIA«Sorpreso? Non più di tanto, sapevo che prima o poi Guglielmo sarebbe entrato nel giro della Nazionale maggiore, le sue qualità sono indiscutibili e la sua crescita è stata continua. L'ho chiamato per fargli i complimenti».Massimo Lotti, preparatore dei portieri del Venezia, si gusta da lontano l'ingresso di Guglielmo Vicario nella rosa azzurra di Roberto Mancini, in panchina a Milano contro l'Inghilterra, ieri ha lasciato spazio a Provedel contro l'Ungheria nella rotazione dei portieri. Venezia è stato il trampolino di lancio del portiere friulano, Lotti il "maestro" al quale Vicario ha attinto consigli e suggerimenti nelle quattro stagioni in laguna. E a Venezia, Vicario, non doveva nemmeno arrivare. «Era reduce da un buon campionato in Serie D con il Fontanafredda», ricorda Lotti, «l'Udinese lo aveva girato al Pordenone, sempre in Serie D, che però aveva presentato domanda di ripescaggio in Lega Pro, salto che poi effettivamente avvenne. A quel punto, l'intuizione di Perinetti fu geniale, consigliò i dirigenti friulani di affidarsi a un portiere più esperto e di girarci Vicario". Era l'estate della rifondazione americana, giocatori che arrivavano in continuazione e Vicario partì inizialmente per giocarsi la maglia da titolare con D'Alessandro. Non ci fu partita, Paolo Favaretto puntò quasi subito su Vicario, il portiere della promozione in Lega Pro, mentre D'Alessandro, a gennaio, fu ceduto al Siracusa.«Quando arrivò, Vicario esprimeva già qualità intrinseche notevoli», ha aggiunto Lotti, «solo che era gracilino, pesava sui 74 kg. Uno degli obiettivi è stato di potenziarlo a livello muscolare, tanto che quando lasciò Venezia era aumentato di una decina di chili. Una grande dote di Vicario è la pazienza, ha avuto l'intelligenza di aspettare il suo turno, prima dietro a Facchin in Lega Pro, giocando e vincendo in prima persona la Coppa Italia, poi dietro ad Audero in Serie B. Alla fine di quel triennio, non ho avuto alcun dubbio, Vicario era pronto per difendere da titolare la porta del Venezia. Avendo potuto lavorare con lui fin da ragazzino, questa convocazione la sento un po' anche mia».Vicario non ha smesso di chiedere consigli a Lotti. «Tre anni fa, quando è ritornato al Cagliari da Perugia, ha chiamato chiedendomi se era meglio rimanere in Sardegna come cambio di Cragno o accettare una delle 2-3 offerte dalla Serie B. Gli dissi che era preferibile rimanere a Cagliari, che poteva arrivare la sua occasione, e così si verificò: Guglielmo sostituì Cragno infortunato per alcune partite, fece bene, tanto da venir scelto dall'Empoli in Serie A, che in estate lo ha riscattato. A conferma che una sua dote è saper aspettare il momento giusto». Joronen e Maenpaa non sono invece due ragazzini. «Due professionisti seri, con una spalle una carriera ben delineata, logico che serve muoversi in maniera diversa rispetto a quando alleni un portiere giovane».CONVOCAZIONE. L'attaccante islandese Hilmir Rafn Mikaelsson è stato convocato dalla nazionale under 21 per la gara di ritorno dello spareggio con la Repubblica Ceca, in programma oggi a Ostrava e valido per i playoff alla fase finale dell'Europeo del prossimo anno. --