Venezia l'isola rossa, ma il resto è un oceano blu di Fratelli d'Italia

veneziaC'è una mappa, pubblicata dal Comune di Venezia, che rende un po' meno amara la tornata elettorale del Partito Democratico. Sconfitto dal centrodestra, orfano dei parlamentari uscenti, con una rappresentanza dimezzata rispetto a prima, il centrosinistra può immaginare Venezia come un'isola felice.La prevalenza del rosso copre quasi completamente la città storica, dove sia alla Camera dei deputati che al Senato della Repubblica i candidati espressi dal centrosinistra si sono difesi stoicamente difendendo lo storico granaio di voti della sinistra. Alla Camera, la candidata Maria Teresa Menotto supera l'avversaria del centrodestra Martina Semenzato in quasi tutto il centro storico, con l'eccezione della zona marciana, di Sant'Elena e della Celestia. Così al Senato, Michele Mognato tiene testa praticamente negli stessi seggi al candidato della destra Raffaele Speranzon. A San Polo, addirittura, i candidati del centrosinistra vanno sopra al 51 per cento. Se Venezia fosse un piccolo collegio, insomma, il centrosinistra avrebbe fatto due parlamentari. Ci pensa Mestre, tuttavia, a rimettere i voti in equilibrio a favore del centrodestra. Anche se pure nella terraferma esistono delle piccole isole rosse. In particolare nelle zone centrali della città.Oltre che nella città storica, il Partito Democratico si consola con risultati sopra la media nazionale nelle tradizionali città che un tempo potevano chiamarsi roccaforti: oltre a Venezia dove vale il 23%, a Mira e Mirano il 22 per cento, a Dolo il 21. .Quanto agli altri partiti, Fratelli d'Italia è saldamente e ovunque il primo partito, con punte clamorose a Jesolo - dove tocca il 44 per cento grazie anche al recente traino del neo sindaco - a San Michele al Tagliamento ha il 41%, al Cavalllino Treporti il 42, a Eraclea il 39%. Il litorale innesca un meccanismo di premialità nei confronti del partito della Meloni, che tuttavia non intacca se non marginalmente la Lega di Matteo Salvini, come si temeva alla vigilia a causa delle faide in casa leghista seguite all'esclusione di Gianluca Forcolin dalle ultime liste regionali. La Lega tocca punte massime a Caorle ed Eraclea, superando il 16 per cento e confermandosi saldamente secondo partito. Ma il record per il Carroccio arriva da Cavarzere, dove la Lega arriva al 21 per cento. Anche le roccaforti operaie hanno scelto: dopo l'abbandono dei partiti di sinistra avevano abbracciato la Lega. Ed ora si affidano a Fratelli d'Italia. Marghera, Malcontenta, Mira fanno registrare percentuali vicine al trenta per cento dei voti per la Meloni, mentre il Partito Democratico insegue a distanza.Fa specie, in tutta questa partita, la mobilità dell'elettorato di centrodestra: Fratelli d'Italia infatti appena quattro anni fa si attestava sul 3,7 per cento ed ora ha quasi decuplicato i propri voti, a scapito della Lega e in parte dei Cinquestelle.Per fare qualche esempio, nelle elezioni politiche del 2018 a Jesolo la Lega otteneva il 36 per cento ed oggi è al 14 per cento; Fratelli d'Italia passa dal 4 al 42%; il Movimento 5 stelle dal 24 al 4 per cento.Così anche a Chioggia. Nel 2018 la Lega aveva il 28, Forza Italia il 10, Fratelli d'Italia il 3, il Movimento 5 stelle il 30. Oggi la situazione è la seguente: Fratelli d'Italia 34, Lega 17, Forza Italia 9, Movimento 5 stelle 9 per cento. Un terremoto dalle proporzioni abissali, che fa saltare ogni previsione e soprattutto rende i partiti molto sensibili agli umori e alle tensioni del momento.Molto più stabile il voto al Partito Democratico, le cui percentuali non si discostano molto tra il 2018 e il 2022: segno che l'elettorato è molto fedele e poco incline al cambiamento, nonostante le scissioni di Matteo Renzi e la nascita del Terzo polo di Carlo Calenda.Il Movimento Cinque stelle, che aveva in Mira e Chioggia le sue capitali fino a non molto tempo fa, registra risultati superiori alla media proprio in questi due centri: nove per cento, contro una media veneta attorno al 6. Poco sotto il risultato nel Comune di Venezia, dove i grillini superano largamente l'otto per cento.Per Carlo Calenda e il suo Terzo Polo, le soddisfazioni vengono dal fatto che in tutta la provincia conquistano il quarto posto dopo Fratelli d'Italia, Partito Democratico e Lega superando i grillini. E questo sia alla Camera che al Senato. Vanno benissimo a Mogliano Veneto, dove superano il dieci per cento, ma anche a Mirano dove lo sfiorano, e a Noale (sopra il 9). Numeri che non bastano a far scattare il seggio, a meno di sorprese legate ai resti.--© RIPRODUZIONE RISERVATA