Lilia, il giallo delle ecchimosi sul corpo

spineaIl corpo martoriato di Lilia Patranjel non "solo" è stato fatto bersaglio di una furiosa sequenza di coltellate, ma presenta anche contusioni ed ecchimosi. Per questo, la pubblico ministero Alessia Tavarnesi ha chiesto alla medico legale Barbara Bonvicini di cercare - nell'autopsia - anche l'origine delle lesioni: Lilia potrebbe essere stata picchiata o colpita con qualche oggetto dal convivente 35enne Alexandru Ianosi, prima di venire accoltellata ripetutamente. O dopo.La Procura chiede così alla scienza medica un aiuto per cercare di ricostruire il più dettagliatamente possibile le ultime ore di Lilia, madre di tre figli, uccisa a 40 anni dal convivente, nella notte di giovedì. All'alba, era stato lui stesso ad avvisare i carabinieri: «Venite, ho ucciso Lilia». Raccontando poi ai suoi legali - gli avvocati Neri Nardi e Chiara Di Leo - di vivere una sorta di black out, ma di sapere di averla colpita con un coltello afferrato in cucina, «Tante, troppe volte...».Ieri pomeriggio, il conferimento dell'autopsia: l'esame autoptico è in programma per giovedì (60 i giorni concessi per depositare i risultati della perizia), poi il corpo di Lilia potrà essere restituito alle figlie, per l'ultimo addio.In carcere, intanto, per Alexandru Ianosi è scattata la sorveglianza speciale, dopo che l'uomo ha messo in atto alcune forme di autolesionismo. Dal punto di vista giudiziario, gli avvocati difensori hanno annunciato l'intenzione di chiedere presto una perizia psichiatrica, per valutare la capacità di intendere e volere dell'uomo al momento dell'omicidio. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le udienze preliminari Luca Marini - che ne ha convalidato l'arresto e la custodia cautelare in carcere - Ianosi si era avvalso della facoltà di non rispondere: «Non era lucido, non in grado di affrontare un interrogatorio», dice l'avvocato Nardi, anticipando comunque l'intenzione di chiedere - «Una volta che avrà riacquistato una sua stabilità emotiva» - un interrogatorio, alla pm Tavarnesi.Quel che si prospetta - spiegano i suoi stessi legali - è un processo davanti alla Corte d'Assise, ovvero, di giudici e giuria popolare. L'accusa che la Procura muove all'operaio rumeno è di omicidio volontario aggravato dalla convivenza: reato da ergastolo. Se questa resterà l'imputazione, non potrà ricorrere a riti abbreviati, con relativo eventuale sconto di pena. Così come prevede il decreto 33 del 2019, che ha escluso dal giudizio abbreviato i delitti punibili con l'ergastolo, come appunto l'omicidio aggravato. Sarebbe la prima applicazione del decreto, a Venezia. In questi anni, non sono purtroppo mancati gli omicidi in provincia, ma sono avvenuti nell'area di competenza della Corte d'Assise del Friuli Veneiza Giulia. Sono state tre, infatti, donne del Portogruarese uccise negli ultimi tre anni: il 12 maggio scorso sono stati inflitti due ergastoli a Wail Boulaied e Mohammed Rabih, per l'omicidio di Marcella Boraso; il 29 maggio stessa pena per Moses Osagie, il marito di Victoria, barbaramente uccisa il 16 luglio 2021 nello spiazzo di fronte a casa a Concordia Sagittaria. Sono in attesa del giudizio di appello. Del 7 maggio l'omicidio di Loretta Toffoli, originaria di Gruaro, massacrata a colpi di coltello dal vicino di casa, a Udine. --roberta de rossi© RIPRODUZIONE RISERVATA